Rita Dalla Chiesa: “Fabrizio mi insegnò il mestiere”

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Ph TGCom24 – Mediaset.it

Nove mesi fa ci lasciava Fabrizio Frizzi, colpito da unʼemorragia cerebrale. Il 23 ottobre 2017 era stato colpito da ischemia durante la registrazione di una puntata del programma “LʼEredità”. Tornò in tv a dicembre, sempre alla guida del programma di RaiUno. Parlando della malattia disse: “Non è ancora finita. Se guarirò, racconterò tutto nei dettagli, perché diventerò testimone della ricerca. Ora è la ricerca che mi sta aiutando”. Recentemente gli hanno reso omaggio Antonella Clerici a “Portobello” e Flavio Insinna e Mara Venier, che si sono commossi a “Domenica In”. Noi di OFF vi proponiamo l’intervista di Giovanni Terzi a Rita Dalla Chiesa, già compagna e moglie del grande Fabrizio Frizzi (Redazione). 

Il primo pensiero che sovviene quando si pensa a Rita Dalla Chiesa è quello di una donna giusta, equilibrata, cui affidare serenamente le nostre confidenze più intime, sapendo che sono ben riposte dentro di lei. E’ l’amica che ognuno vorrebbe avere e da cui chiunque vorrebbe rifugiarsi in un momento difficile. Conduttrice televisiva, è stata il volto per quasi vent’anni di Forum su Canale 5. Ma Rita Dalla Chiesa è molto altro: prima di tutto una donna di passioni e passione.

Rita, un episodio off della tua vita?

Io sono stata sempre molto trasgressiva e se devo pensare al mio momento “off” è quando, pur sapendo di fare uno sbaglio, lo commetto lo stesso. Ho detto sì due volte, ho dato per questo un dispiacere a mio padre quando mi sono separata da mio marito; mi ricordo ancora quando mio fratello Nando diceva agli amici la sera prima del matrimonio: “che cosa siete venuti a fare, tanto mia sorella poi scappa!”.

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Quando hai capito che il mondo della televisione poteva diventare il tuo progetto professionale?

Ho iniziato a “Gioia” con Silvana Giacobini come direttrice, in quel periodo la Rusconi non era solo una casa editrice, ma una “casa” vera e propria. Silvana mi aveva affidato una parte della moda fino a quando nel 1984 mi è stato proposto un programma su Rai 2. Stavo con Fabrizio (Frizzi, n.d.r.) e lui è stato davvero un grande; mi spiegava come muovermi e come guardare nella telecamera, mi insegnò il mestiere. Poi venne Arrigo Levi, che mi portò a fare il primo telegiornale.

Hai un blog, Diario di bordo. Da un anno non scrivi più, perché?

Avevo aperto il blog perché amo la barca, il mare ed i viaggi. Volevo parlare di questo e pubblicare le mie riflessioni, anche quelle più intime e anche segrete. Poi si è aggravato ed è mancato Massimo, il marito di mia figlia ed è stato male Fabrizio. Non sono più riuscita ad andare avanti a scrivere nulla.

Che rapporto hai con i social?

Bisogna approcciarsi ai social con un linguaggio adatto, sono uno strumento formidabile ma pericoloso. Io per esempio blocco tutti quelli che usano parole o termini volgari: mi rendo così conto di avere un seguito di persone normali. Da una parte credo fortemente nella libertà di espressione, ma questa deve essere seguita da una educazione di fondo importante.

Mi hai raccontato che il 2017 è stato un anno faticoso e pieno di dolori: come sta oggi Rita dalla Chiesa?

Evito di cadere in avanti, non so chi mi dia questa forza, ma faccio così. Sarà il rispetto per il cognome che porto o l’amore per mia figlia e mio nipote…

Credi?

Inizialmente no. Credere a prescindere non è intelligente, ma poco a poco ho iniziato ad avvicinarmi alla Fede perché sento che dentro c’è qualcosa di importante e non la voglio buttare.

Cosa ti aspetti dalla Fede?

Che mi dia la forza di superare la paura dell’ultimo momento della mia vita.

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