Cristina D’Avena: “Vorrei fondare il partito dei Puffi”

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Idolo dei bambini di oggi e di ieri, ha lasciato un segno indelebile nei trentenni e quarantenni che ancora oggi seguono appassionati i suoi tanti concerti in giro per l’Italia.

Partita dallo Zecchino D’Oro con Il valzer del moscerino, non si è più fermata, arrivando a vendere circa sette milioni di dischi.

Non c’è ragazzo o giovane adulto che non conosca le sue sigle dei cartoni animati (intorno alle ottocento).

E con i telefilm Kiss me Licia è addirittura divenuta il cartone animato.

Ora, a distanza di anni, ha voluto riproporre le più famose sigle storiche in una veste nuova: duettando con i big della musica italiana. Così, ha fatto cantare i Puffi a Patty Pravo, Denver allo Stato Sociale, D’Artagnan a IlVolo, e Il Tulipano Nero a Fabrizio Moro, solo per citarne alcuni.

Attualmente impegnata nella promozione del suo disco, ha voluto concederci una piacevole intervista dove, oltre a parlarci della sua musica, a noi di OFF, Cristina D’Avena ha aperto il suo cuore.

Ora è uscito Duets Forever. In entrambi gli album (il precedente era Duets. Tutti cantano Cristina) hai coinvolto tanti colleghi. Con chi ti piacerebbe ancora duettare?

Mi piacerebbe duettare con Renato Zero, con Jovanotti e anche con Giorgia, che mi piace moltissimo. Ma anche con Antonello Venditti e con Zucchero, che adoro, perché la mia infanzia me la sono passata ad ascoltare tutte le loro canzoni più belle…e anche Vasco. Magari!!Ma sono sogni! Vediamo che succederà.

Quale è la sigla a cui sei più affezionata?

Sicuramente Kiss me Licia, perché è una delle mie primissime sigle. E poi sono stata anche un personaggio, perché io rappresentavo la Licia in carne ed ossa nel telefilm ispirato al cartone animato. Per me Licia è un personaggio molto importante che ho nel cuore.

Con Mirko è successo qualcosa anche nella realtà?

No, no… con Pasquale Finicelli siamo ottimi amici. All’epoca ci siamo divertiti a girare il telefilm, eravamo giovanissimi e giocherelloni. Ma non abbiamo mai avuto storie, non ci siamo mai fidanzati.
Però siamo veramente grandi amici adesso. È un bellissimo rapporto.

Cosa manca alla tv dei bambini di oggi?

Un punto di riferimento. Secondo me non c’è tanta tv per bambini adesso. C’è molta tv ma in tanti canali. Bisognerebbe raggruppare un po’ tante cose magari in pochi canali. In uno solo come era una volta, o due al massimo. Perché poi, alla fine, i nostri canali non hanno nulla per i bambini. Si fa poco per i bambini. Parlo per i canali dalla Rai a Mediaset. Si fa veramente poco. Quasi niente. Se non qualche cartone animato che si manda in onda al mattino. Non ci sono più i contenitori come Bim Bum Bam, Ciao Ciao… Quelli erano dei programmi con dei punti di riferimento per i bambini. C’era il conduttore che parlava, che spiegava, poi le letterine che mandavano i bambini…Era un programma ben strutturato. Manca un po’ questo. Ci sono tanti bei programmi per i bambini ma sono in tanti canali, per cui i bambini si perdono, non sanno più che guardare.

I bambini dell’epoca di Bim Bum Bam e Ciao Ciao ti seguono ancora nei tuoi concerti. Ora ti hanno persino eletta icona sexy…

Io sono discreta, non faccio gossip e cerco di tenermi tutto nel mio, non condivido la mia vita privata. Così appena c’è qualcosa di diverso ecco che il pubblico impazzisce. E quindi mi hanno definita così. E io alla fine li ringrazio tutti perché è un bel complimento essere un’icona sexy per una donna. Sempre senza cercare di non esagerare. Se rimane una cosa bella e pulita mi fa piacere ovviamente.

E se cavalcando quest’onda ti chiedessero di fare un calendario sexy?

Ma non credo…il calendario sexy no…Poi sicuramente non lo farei. Non è proprio nel mio modo di essere.

E se invece ti chiedessero di entrare in politica?

A fondare il partito dei Puffi, sì. Ma lo farei volentieri. Fonderei tranquillamente il partito dei Puffi o il partito di Denver, o di qualche bel personaggio dei cartoni animati. Secondo me andrebbe benissimo. Perché intanto apriremmo qualunque conferenza cantando la canzone, quindi già mettiamo di buonumore tutti. Vediamo cosa suggerisce Denver o la grande Memolina.

Se Di Maio e Salvini fossero un cartone animato chi sarebbero?

Salvini potrebbe essere Alvin (Alvin rock’n’ roll). Secondo me un po’ gli somiglia pure…
Di Maio, anche se non ha la barba, al Grande Puffo. E forse un po’ anche a Gargamella. Anzi, forse di più a Gargamella.

Noi ti abbiamo visto sempre bravissima e perfetta. Ma c’è stato un episodio OFF agli inizi della tua carriera?

La mia primissima sigla che ho cantato insieme ad Augusto Martelli. È un bellissimo ricordo anche se avevo una paura incredibile. Io ero uscita da pochi anni dal piccolo coro dell’Antoniano quindi avevo sempre la signorina Mariele Ventre che mi dirigeva: mi diceva quello che dovevo fare e mi dava gli attacchi. Quando ho dovuto cantare la mia primissima sigla Bambino Pinocchio con il maestro Augusto Martelli, andai in crisi perché non avevo nessuno davanti a me che mi dava un attacco, che mi diceva se avevo cantato bene o male. E quindi quando partiva la base non riuscivo ad attaccare perché mi bloccavo. Era più forte di me. Avevo un gran paura. Allora Augusto Martelli fu molto carino, venne da me in sala e mi aiutò a sciogliermi. All’epoca ero piccola, avevo sedici anni. Adesso a sedici anni si è più adulti. Prima a sedici anni si era piccoli. E da piccola mi trovai davanti ad un microfono da sola, e avevo paura. Non mi veniva fuori la voce. Facevo l’attacco ma non mi veniva fuori la nota. Ero completamente bloccata. Così poi venne il maestro e mi aiutò.

E adesso cosa ti fa paura?

L’ipocrisia e la cattiveria. C’è tanta cattiveria in giro e c’è tanta ipocrisia, quindi ho paura. Perché l’ipocrisia e anche la non coerenza sono una brutta bestia. Perché se ti riguarda, ti capita di avere a che fare con gente così, ci stai male. Io cerco di essere sempre abbastanza chiara e schietta, non sono una persona torbida, mi piace parlare, però se mi ferisci mi chiudo a riccio e non ti parlo più. Io sono aperta al dialogo se dall’altra parte ho una persona che mi ascolta. Ultimamente le persone tendono a non ascoltarti. Tutti hanno ragione e non ti ascoltano più. Perché si sentono tutti dalla parte della ragione. Per cui se devi parlare, o esprimere qualcosa, o far capire le tue ragioni, non ce la fai perché le persone non ti ascoltano. È un mal comune. Ho avuto a che fare con gente che non ascolta. E se devi metterti a parlare con la gente che non ascolta perdi fiato. Quindi preferisco non parlare. Se invece una persona è aperta al dialogo e mi ascolta io sono una persona che dialoga tantissimo. Ultimamente mi sono chiusa un pochino a riccio perché ho avuto molte delusioni. Io sono una che se la tiene dentro e mi arrabbio con me stessa. Sono quelle cose che ti fanno male. Almeno per come sono fatta io. Io non sono quella che se ne frega. Io se ho qualcosa da dirti e non mi ascolti, impazzisco. E se rispondi e non mi ascolti mi arrabbio ancora di più. E poi mi chiudo a riccio.

Nella tua carriera hai venduto circa 7 milioni di dischi…ma come è il rapporto con gli altri cantanti?

Meraviglioso. Poi con questo disco ho veramente scoperto tanti artisti che non conoscevo che mi fanno impazzire.

A parte il lavoro, cosa ti piace fare nel tempo libero?

Mi piace tanto camminare all’aria aperta. Io faccio delle camminate lunghissime. Mi piace molto camminare. Anche perché quando cammino penso tanto, rifletto. Ho bisogno di stare da sola e camminare, perché mi rilassa tanto, mi aiuta a rimanere in forma, ma soprattutto mi aiuta a pensare tanto. Perché quando cammino ovviamente cerco di non stare al telefono e penso un po’ di più.

C’è qualche progetto che vorresti ancora realizzare?

Sì, ne ho due bellissimi: il sogno di aprire un canile per raccogliere i cani che sono in mezzo alla strada e un musical. Il primo perché io amo i cani, amo gli animali e soffro terribilmente quando vedo animali abbandonati, cani randagi…Mi capita spesso, quando vado magari in meridione, di vedere cani tristissimi che si avvicinano, ti guardano… Io li prenderei tutti solo che non posso perché non ho il posto dove tenerli. Io amo i cani, ne ho avuti tanti – e li ho presi quasi tutti al canile – ma più di uno, o al massimo due, non ne posso prendere. Per questo motivo mi piacerebbe aprire un canile grandissimo per far stare tutti questi cani. Poi vorrei fare un bellissimo musical, una bellissima favola, magari da presentare a tutto il pubblico, grandi e piccini.