Se la Carmen è una gitana ai tempi del Duce

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La morte di Don José nella Carmen di Leo Muscato

La morte di Don José nella Carmen di Leo MuscatoDopo l’eco altalenante dell’anno scorso, è tornata al Teatro del Maggio Fiorentino la Carmen di Leo Muscato, dove il regista è intervenuto sul finale, ribaltandolo, facendo sì che a morire non sia la protagonista, come da libretto, ma Don José. Se l’anno scorso furono molti i fischi ad accogliere questa opéra-comique di Bizet, questa stagione si sono uditi solo applausi – evidentemente questo nuovo punto di vista è già stato interiorizzato dal pubblico.

La vicenda è spostata nel periodo del Ventennio fascista, ambientata in un campo zingari presidiato dai soldati. La scena di Andrea Belli è caratterizzata da una serie di roulotte, una delle quali è quella di Carmen, la gitana che farà perdere la testa al militare Don José, tanto da fargli lasciare la sua carriera per seguirla. Il cuore libero di Carmencita però non è avvezzo ai lunghi legami, cosicché lascia l’uomo per Escamillo, un inebriante Toreador. Don José non accetta la fine della storia e così nella scena finale della corrida – contraddistinta da una emozionante atmosfera, tripudio di festa e di bandiere – avvicina Carmen per confessarle per l’ultima volta il suo amore, che anche in tal caso non sarà ricambiato. Nel libretto originale sarà quindi Don José a uccidere la donna, mentre in questo caso è lei che, attraverso la pistola che egli stesso le aveva donato in passato, lo uccide.La morte di Don José nella Carmen di Leo Muscato

Leo Muscato compie così uno degli allestimenti più coraggiosi della storia dell’opera lirica, impresa ardita e a mio avviso riuscita, perché non mi pongo contro la sperimentazione, se questa è ben congegnata, come qui avvenuto. Unica pecca è che il regista si “dimentica” di togliere l’ultima battuta di Don José: «Vous pouvez m’arrêter… c’est moi qui l’ai tuée!» (Mi potete arrestare… sono io che l’ho uccisa!), questa che dà luogo a un paradosso contrastante con l’azione appena vista in scena – per fare un lavoro ottimale, a mio avviso si sarebbe dovuta epurare la detta frase.

Per quanto concerne i cantanti, ottima la prova della Carmen Marina Comparato, che sul palco dimostra tutto il suo carisma, il suo ardore, la sua personalità, elementi indispensabili per una Carmen di spicco; ottima l’interpretazione anche della Micaela (l’altra donna che ama Don José e che gli porta notizie della madre), la quale col suo timbro disteso e profondo commuove il pubblico. Tra le voci maschili, Roberto Di Biasio è un Don José che si adatta bene al ruolo, senza eccellere al massimo, ma anche senza annoiarci. Leon Kim è un toreador all’inizio un po’ timido, ma che poi si riprende man mano durante la rappresentazione, uscendone egregiamente.

La morte di Don José nella Carmen di Leo Muscato

Ottimo il coro, sia quello delle voci maschili che femminili, eccezionale quello delle voci bianche, artefice di un lavoro letteralmente estasiante.

Alla guida dell’orchestra del Maggio è l’estroso e febbrile Matteo Beltrami, che imprime un’esecuzione ispirata e energica, dai tratti dinamici e dai ritmi serrati, lasciando il giusto respiro ai diversi strumenti.

In definitiva, una buonissima Carmen, contraddistinta da un coraggio non comune, anche se, come detto, non tirato fino all’estremo.La morte di Don José nella Carmen di Leo Muscato