Addio a Ennio Fantastichini, amato da Ozpetek stregato da Amleto

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Tgcom24 - Mediaset
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Fuori dalle righe, autoironico e con la battuta sempre pronta. Ennio Fantastichini era decisamente un personaggio off.

«L’idea registica di Giorgio mi arrapa», diceva di «Re Lear», diretto da Giorgio Barberio Corsetti, appena un anno fa, in una delle sue ultime interpretazioni.

Shakespeare, sempre presente nel cuore di Ennio fin da quell’Amleto, regalatogli dalla sorella, che egli stesso definì “il mio mentore”.

Poi l’incontro con Gian Maria Volontè. Poeta, artista straordinario, che con il suo talento coinvolse Ennio nel mestiere dell’attore.

È una settimana triste per il cinema italiano.

Stroncato a 63 anni da una grave emorragia cerebrale dopo una lunga malattia (leucemia), Ennio Fantastichini ha lavorato con Gianni Amelio e Gian Maria Volonté (“Porte aperte”, Ciak d’oro 1991, Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista, Premio Felix 1991, l’European Film Awards come scoperta dell’anno), Ferzan Ozpetek (“Saturno contro” e “Mine vaganti”, avid di Donatello come migliore attore non protagonista nel 2010), con Paolo Virzi (“Ferie d’agosto”) e Peter Greenaway (“Ripopolare la reggia”), Marco Risi (“Fortapasc”). Per il suo lavoro in TV ricordiamo la “Piovra 7”, l’interpretazione dell’anarchico Bartolomeo Vanzetti in “Sacco e Vanzetti”, “La freccia nera”. L’ultima apparizione, alcuni mesi fa, nel “Principe libero”, dedicato a Fabrizio De Andrè. Indimenticabile nei panni di Giovanni Falcone nel film di Tavarelli dedicato a Paolo Borsellino. Mentre per il teatro, nell’ultima apparizione è stato diretto da Giorgio Barberio Corsetti che lo volle come protagonista del suo “King Lear”. (Redazione. Fonte AdnKronos)