“Uomini pezzi di m…”. E pure tuo papà

0
347
Adnkronos
Adnkronos

«Gli uomini sono tutti pezzi di m…». Nella realtà della TV i puntini dopo la “m” non c’erano. Angela Finocchiaro, durante il programma di Rai 3 “La TV delle ragazze”, recentemente tornato in grande spolvero dopo i fasti degli anni Novanta, ha pronunciato questa frase di fronte a un pubblico di bambine. E, per non farsi mancare niente, quando una bimba le ha chiesto se anche il suo papà fosse «un pezzo di m…», l’attrice ha risposto: «sì, soprattutto lui». Una frase che ha indignato l’opinione pubblica e non solo, nonostante Serena Dandini, “la titolare” storica del programma, abbia sottolineato che le bimbe protagoniste della gag di Angela Finocchiaro non hanno sentito questa frase. Il deputato della Lega Massimiliano Capitanio, segretario della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, ha chiesto all’azienda di avviare provvedimenti disciplinari, con l’accusa di “violenza psicologica su minore”.

Certo ci sembrano così lontani i tempi in cui – era il ’59- Ugo Tognazzi e Raimando Vianello fecero la parodia del Presidente Gronchi per il suo scivolone in diretta durante una serata alla Scala in onore del generale De Gaulle.

Altri tempi e forse altra comicità. Attenzione: qui non si tratta di scandalizzarsi per una parolaccia, ma “cosa succederebbe se domani Rai3 realizzasse una ipotetica “Tv dei Ragazzi” ed un comico rivolgesse ad un gruppo di bambini analoghi “apprezzamenti” sulle donne e sulle loro mamme?“. Questo inciso è contenuto nella lettera che Giampaolo Rossi, Consigliere d’Amministrazione Rai, ha scritto, sul suo profilo Fb, all’attenzione del Direttore di Rai3. E che noi vi riportiamo qui sotto per intero.

Lettera aperta al Direttore di Rai3 Stefano Coletta
Gentile Direttore,
Le scrivo perché negli ultimi giorni sono stato investito dalle lamentele di numerosi cittadini circa il contenuto di una gag trasmessa nell’ultima puntata del programma “La Tv delle Ragazze”, in onda sulla rete del Servizio Pubblico che Lei dirige.
Si tratta dello sketch della comica Angela Finocchiaro durante il quale l’artista, impersonando una “Fata dei giardinetti”, si rivolge ad un gruppo di bambine con la frase “Bambine ricordatevi sempre che gli uomini sono pezzi di merda”; e per meglio chiarire il concetto ad una delle fanciulle che chiede se lo fosse anche il proprio papà, la comica specifica: “lo è specialmente il tuo papà”.
Al di là delle perplessità sull’utilizzo da parte di Rai3 di minori in un contesto del genere, non dubito che l’intento degli autori fosse quello di far ridere i telespettatori, magari con la grazia e l’ironia tipiche di quella “comicità artigianale” da Lei sempre auspicata, sottile e pungente, attenta ai temi della vita e della nostra società; ma sorge il sospetto che il risultato sia stato diverso e possa aver nuociuto all’immagine del Servizio Pubblico. Per carità, probabilmente colpa dei telespettatori stessi che non hanno intuito la genialità della battuta, ma come Lei ben comprende non posso esimermi dal trasferirLe il loro sconcerto espresso anche con proteste sui social e presso le Istituzioni.
E lo faccio non tanto nella veste di Consigliere d’Amministrazione Rai poiché sarà altra la sede dove con questo ruolo porrò la questione, ma in quella di “pezzo di merda” (secondo il dettame comico-ideologico di cui si è colorata Rai3), essendo anche uomo e padre.
Avendo sempre avuto sana allergia al politically correct non ho alcuna intenzione di scivolare su scandalizzate osservazioni di questo caricaturale paleo-femminismo da entertainment; né di farle noiose disquisizioni sul significato del Servizio Pubblico radiotelevisivo che Lei sicuramente conosce meglio di me. Non mi sfugge il carattere dissacrante della satira quando è in grado di cogliere aspetti paradossali della realtà; meno quando rasenta una volgarità gratuita e incomprensibile dentro una comicità che sembra invecchiata male.
Mi chiedo cosa succederebbe se domani Rai3 realizzasse una ipotetica “Tv dei Ragazzi” ed un comico rivolgesse ad un gruppo di bambini analoghi “apprezzamenti” sulle donne e sulle loro mamme.
Mi piacerebbe che l’importante investimento economico effettuato sul format fosse indirizzato a contenuti più in linea con le esigenze del Servizio Pubblico.
Certo della Sua comprensione, Le invio un augurio di buon lavoro.
Giampaolo Rossi