Massimo Giannoni, il pittore del tempo

0
36
Giannoni-160x250-cm-

 

Massimo Giannoni, Interno di bookstore, 2018, olio su tela, 95×95, courtesy Galleria Rubin, Milano

La Galleria Rubin inaugura domani 15 novembre una personale dell’artista Massimo Giannoni, dal titolo La via dell’orto, a cura del professor Paolo Biscottini.

Massimo Giannoni, classe 1954, arriva a questa personale dopo avere collezionato numerose esposizioni d’importanza nazionale e internazionale – in questa sede ci basterà citare la sua presenza alla Biennale di Venezia del 2011.

La pittura di Giannoni si concentra sugli ambienti e non sulla figura umana, sapendo parlarci però allo stesso tempo dell’uomo e del tempo che passa inesorabile. “Gli oggetti rimangono, gli esseri viventi no”: è proprio questo quello che l’autore sembra comunicarci, attraverso grandi tele a olio che rappresentano biblioteche o interni di palazzi storici.

Il tema della biblioteca è molto importante: attraverso il libro infatti la tematica del tempo che scorre e del presente che fugge si fa ancora più forte, essendo i libri il simbolo della storia che si estingue. Questi volumi sono centinaia, migliaia, tutti ammucchiati sugli scaffali. Nessuno li sfoglia, l’uomo se ne è andato, mentre loro sono rimasti a richiamare un’epoca scomparsa.

La tecnica dell’artista accentua ancora maggiormente la tematica, facendo uso di uno stile sfumato e composto da una tavolozza di cromie ocra, ovattate, sbiadite, che ci catapultano intensamente dentro questa atmosfera, la quale sta in bilico tra la realtà e la visione.

Massimo Giannoni, Teresiana, 2018, olio su tela, 140×200, courtesy Galleria Rubin, Milano

Prendiamo per fare un esempio il dipinto che rappresenta la Biblioteca Teresiana di Mantova, dove troviamo in primo piano due grandi mappamondi, poi in secondo una scrivania. Il tutto è circondato dalle librerie piene di volumi. In questo caso il colore è sulla tendenza rossa, con deviazioni sul viola e la tecnica è ancora meno netta che in altri dipinti. Sembra quasi un’istantanea ritrovata nascosta chissà dove dopo anni e anni, e che è tornata tra noi senza avere potuto resistere alle incurie del tempo. Un lampadario illumina la sala, ma anch’esso è sbiadito, come a volerci ricordare un’epoca fastosa, una lussuosa stanza in passato popolata di uomini e donne che adesso non ci sono più, proprio perché l’oggetto resiste, l’essere vivente no: è questa la lezione di Massimo Giannoni.

[slideshow_deploy id=’521504′]