La cristallinità di Raffaele Pe nel recital Giulio Cesare

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giulio cesare Pe

giulio cesare PeGiulio Cesare è il protagonista di un eccellente cd appena uscito per Glossa. Al timone del recital discografico c’è il 33enne controtenore lodigiano Raffaele Pe accompagnato dall’ensemble La Lira di Orfeo diretta da Luca Giardini.

La figura del grande console romano e pontefice massimo costituì uno dei soggetti prediletti del melodramma settecentesco. Si pensi, ad esempio, a Haendel, qui presente con quattro arie (menzione d’obbligo per il fausto cameo del mezzosoprano Raffaella Lupinacci). Ma il resto del contenuto di Giulio Cesare.

A Baroque Hero è la parte più off: si tratta, infatti, di repertorio per castrati finora inedito del Settecento italiano. Il serbatoio dal quale attinge il viaggio melodrammatico di Pe è costituito da quattro compositori e quattro opere italiane del XVIII secolo: La morte di Cesare (1788) di Francesco Bianchi, Cesare in Egitto (1736) di Geminiano Giacomelli e l’omonima (1770) di Niccolò Piccinni, Giulio Cesare in Egitto (1713) di Carlo Francesco Pollarolo.

Se merito artistico del cd è quello di rendere accessibile una piccola fettina inedita della fortunatissima stagione operistica italiana settecentesca, va infine detto che tecnicamente la prestazione di Pe è di caratura nettamente elevatissima: scioltezza e leggiadria vocale invidiabili, cristallinità e chiarore di suono in tutto il registro vocale, il tutto incastonato in un fraseggio scrupoloso, fanno davvero di quest’artista e di questo recital qualcosa di unico.