Angelo Accardi, o la coscienza nell’incoscienza dello zeitgeist

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Blend 2018, 140x200cm, tecnica mista

 

Flowers’ daughters 2018, 80x120cm, tecnica mista

Una costante ricerca della più profonda coscienza nell’incoscienza dello zeitgeist. Ecco le opere d’arte di Angelo Accardi, pittore le cui tele sono capaci di tracciare tenacemente profili onirici con la loro apparente incongruenza.

Tempo e spazio, primo piano e sfondo, soggetto e ambiente si fondono. Dentro il mondo ma oltre lo spirito del tempo, Accardi è come se volesse accedere nella stessa psiche dei suoi spettatori, trasmettendo un messaggio, un sentimento o un’idea attraverso abili dettagli espressivi per mezzo di uno stile che potrebbe dimostrarsi comune perché legato ai graffi, agli sgocciolamenti e, in alcuni casi, alla “pittura sporca”: la chiave interpretativa dell’arte di Accardi è però molto altro ancora.

Le sue opere sono mondi in cui abitano parti del suo vissuto che vanno a dialogare con dei simboli contemporanei come personaggi del cinema, cartoon ma anche con presenze incombenti e “fuori luogo” come struzzi e rinoceronti nelle città, in squarci di note realtà urbane e di musei.

Angelo Accardi, sovente, accomuna capolavori del passato a fenomeni del nostro tempo. Costanti presenze dissonanti rispetto al caos-ordinato metropolitano. Opere inquietanti ma avvincenti perché crude e ironiche. Esperienze artistiche differenti tra loro, racconti limpidi e mai falsati da esigenze di copione o di mercato. Flussi di coscienza pittorici in cui tanti simboli, apparentemente distanti tra loro, si riannodano, al di là dell’aspetto estetico, certamente curato ma elemento non al centro della scelta decisiva nei dipinti.

Attualmente Accardi lavora esclusivamente per la Eden Gallery e le sue opere sono esposte nella galleria Eden Fine Art sulla New Bond Street, con la mostra Misplaced, pronta a riassumere, come un significativo inciso, il percorso dell’artista di Sapri.

Misplaced 2018, 100x150cm, tecnica mista

Quella di Angelo Accardi è, dunque, un’arte che evidenzia, approfondisce e si ciba anche dell’alienazione e dello stress del quotidiano. Nelle sue opere gli emblemi e le derive di ogni giorno si rinnovano in dettagli surreali per via di suggestive e scarceranti digressioni, custodendo, a volte, anche un sentimento indeterminato di malinconia che come quasi un fruscìo nei varchi dell’anima fa da eco a qualcosa che manca o che si vorrebbe diverso.

Oggi, la vita sembra non appartenere più a se stessa e Accardi lo ricorda, lo fa sapientemente, per affrancare. Non resta che abbandonarsi alla sua arte, dentro il mondo ma fuori da qualsiasi convenzionale scena.

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