The Fool, pop all’assalto del mainstream

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foto the_fool3

foto the_fool3I The Fool sembrano avere ben chiaro il loro obbiettivo: uscire dalla nicchia della musica indipendente per portare la loro musica a un pubblico più possibile ampio.
Poco dopo la loro vittoria del premio Città di Milano a Rock Targato Italia, li abbiamo intervistati.

Avete vinto a Rock Targato Italia il premio del pubblico, dunque partirei da quello: che rapporto avete col vostro pubblico e come ve lo siete costruito?

Il nostro pubblico è fantastico! Ce lo siamo costruito in un tempo relativamente breve perché comunque non è da tanto che portiamo avanti questo progetto così com’è ora, però abbiamo avuto fin da subito delle risposte molto positive. La cosa bella è che tutto si sta auto alimentando in modo molto naturale: evidentemente le canzoni piacciono e i nostri concerti sono praticamente dei party in cui la gente si diverte e quindi torna volentieri a vederci.

Chi sono i The Fool? E come sono nati?

I The Fool nascono da Federico e Mattia, il cantante e il batterista: entrambi hanno suonato per un lungo periodo in una cover band degli U2 ma ognuno scriveva da tempo anche dei pezzi propri, così è nata l’esigenza di staccarsi dalle cover e sviluppare un progetto originale. Andrea, il bassista, è entrato nel gruppo in un secondo momento mentre Francesco, il chitarrista con cui stiamo collaborando attualmente, sta per essere annunciato come quarto membro ufficiale del gruppo.

Dietro questo progetto però ci sono anche altre persone: prima di tutto Fabiano Veronesi, che è il nostro sponsor e produttore esecutivo. Da qualche tempo poi abbiamo iniziato a lavorare con un giovane produttore molto promettente che ci sta aiutando a rinnovare il nostro sound, ovviamente rimanendo sempre fedeli a quello che è sempre stato il nostro approccio.

Finora credo che nel vostro suono ci siano state molte influenze anni ‘80 e ‘90. In che direzione vorreste andare?

Sì, quello che abbiamo fatto finora ha chiaramente dei riferimenti anni ‘80. Il sound che attualmente ci piace molto è quello, per esempio, degli Imagine Dragons o dell’ultimo album dei Thirty Seconds To Mars. Dunque l’idea è quella di andare in una direzione moderna e mainstream piuttosto che chiuderci in una nicchia.

Chiudiamo parlando dell’album in lavorazione? Qualcosa ci hai già anticipato: vuoi aggiungere altro? Come procedono i lavori?

I lavori stanno andando molto bene. Oltre al sound, la novità sarà costituita dal fatto che l’album sarà tutto in italiano. Chiaramente scrivere in italiano è più difficile rispetto a scrivere in inglese perché si pone molta più attenzione sulle parole e quindi occorre lavorare molto di più sul testo. Però, una volta cadute le inibizioni iniziali, tutto ci sta venendo molto spontaneo. Nel 2019 potrete sicuramente ascoltare qualcosa.