Emanuele Franz, quel filosofo controcorrente amato da regine e premi Nobel

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Emanuele Franz, giovane “filosofo di montagna”, anti-accademico, rilegatore artigianale tradizionalista, “quasi asceta”, editore audace, ideatore di un premio letterario per “non laureati”. In attesa di partecipare alla presentazione del suo ultimo lavoro filosofico il 16 novembre a Udine, noi di OFF lo abbiamo intervistato.

Emanuele, cosa vuol dire essere filosofo in un piccolo comune di montagna – ed anche, più in generale, in Italia oggi?

Penso che la filosofia dal ‘900 in poi si sia gradualmente trasformata in opinionismo e spesso è ridotta a storia della filosofia, prevalentemente. Quindi la filosofia vive un declino, si immerge nel relativismo, ad esempio con gli interpreti del cosiddetto “pensiero debole”, come Vattimo, Rovatti e altri. Per me, invece, fare il “filosofo in montagna” è una differenza notevole rispetto al fare l’accademico. Ricordiamo che i grandi della filosofia non erano nemmeno laureati: Fichte faceva il guardiamo delle oche, Nietzsche non ha conseguito la laurea per fare il vagabondo fra le montagne dell’Engadina, Wittgenstein ha vissuto per due anni in una capanna in Norvegia e così via. Quindi per me la filosofia come “atto creativo” richiede l’allontanamento dai titoli, dalle cattedre, per un contatto con la vita vera e naturale, quindi anche con il silenzio, con l’affrancamento dalla chiacchiera, quella chiacchiera dotta tanto acclamata dagli odierni.

Quindi per te la filosofia è ricerca  mediante una vita bucolica?

Diciamo che, secondo me, l’ascesa deve essere parallela all’ascesi. Per me, il silenzio non è semplicemente –e, forse, banalmente- stare zitti, quanto piuttosto il dire ciò che è essenziale e quando si è immersi in un bosco o nelle montagne si trova l’essenziale, ed è lì che vi è l’atto creativo filosofico.

Oltre a essere un filosofo hai anche avuto il coraggio di intraprendere una attività editoriale. Come mai hai deciso di fondare una tua casa editrice, che si chiama “Audax” e quali argomenti tratti prevalentemente?

L’avventura di Audax è iniziata  affiancando questa passione per l’editoria con quella per la rilegatoria artigianale e realizzando anche speciali edizioni interamente fatte a mano: una scelta controcorrente in un mondo in cui tutto viene massificato e ridotto a prodotto sostituibile. Per me, invece, il fatto di non voler perdere il contatto con la carta e la legatoria, con delle tradizioni del passato (sottolineo la parola “tradizioni”), che un mondo sempre più globalizzato vuol far scomparire, sembrava un atto coraggioso,da qui il nome “Audax”, audace appunto. Nonostante la difficoltà intrinseca di essere controcorrente, sono arrivato a 10 anni di attività con quasi 40 pubblicazioni di autori da tutta Italia, con libri che hanno fatto notevolmente discutere, giungendo all’eco delle cronache. Un’Audacia che ha dato molto in termini di soddisfazione.

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In queste 40 pubblicazioni troviamo anche i libri del Franz scrittore. Qual è il libro che ti ha dato maggiore soddisfazione, quello che più di tutti incarna il tuo pensiero filosofico?

Come autore ne ho scritti e pubblicati circa 16, ma quello che mi ha dato maggiore gioia è sicuramente “La storia come organismo vivente”, in cui presento un’originale e innovativa teoria sul tempo, in cui immagino la storia come un organismo vivente e le rispettive epoche come organi di questo organismo. Anche qui, in completa opposizione rispetto ai tempi, mi riferisco a un certo darwinismo e a una visione del mondo che impone di vedere nel passato un regresso e nel futuro un progresso. Io, invece, il tempo lo vedo come un sistema vivente, di conseguenza io questa epoca la associo all’apparato digerente, perché distrugge e scompone la Tradizione; ma in questa mia teoria prevedo anche, ottimisticamente, un’uscita da questo “budello storico” in cui ci ritroviamo.

Una teoria assai originale che ha avuto apprezzamenti da filosofi e intellettuali italiani ed esteri. Ad esempio l’emerito Prof. Del MIT di Boston Noam Chomsky, ma anche Alexandre Dugin dalla Russia, ma anche il Nobel per la Fisica Brian Josephson dall’Università di Cambridge e così via.

Per te, quindi, il progresso non è un miglioramento positivo a prescindere. L’espressione “tempi bui del medioevo” cosa ti fa pensare?

Ritenere che ciò che sta nel passato sia da meno di ciò che sta nel futuro è un luogo comune ingenuo e scolastico. Il 900 ha avuto la tecnologia e la scienza e, nello stesso tempo, due guerre mondiali con atrocità mai viste nel passato. Ovviamente, il moderno guarda al mondo passato, ad esempio al mondo greco-romano, dicendo che erano dei primitivi con i loro Dei e con i loro riti, ma non dimentichiamoci che quegli stessi “primitivi” hanno inventato la geometria, la matematica, hanno costruito il Partenone e lasciato in eredità capolavori di arte e bellezza oggi irrealizzabili. Troppo comodo prendere quello che serve dal passato e liquidare il resto. Ci sono invece valori che durano millenni e a questi valori si ispira il filosofo.

I tuoi progetti futuri?

Nel 2014 ho concepito un premio letterario sui generis e molto particolare, esclusivamente dedicato ha chi non ha titoli di studio: il Premio Audax. Questo Premio è nato dalla presa di coscienza che ci possano essere molteplici possibilità per chi intraprende il percorso universitario (borse di studio, appoggi, pubblicazioni, ecc.), e molte di meno invece per chi, per le più svariate ragioni (economiche o personali), non ha potuto conseguire un titolo universitario. Queste persone, che hanno molte più difficoltà ad emergere delle altre, non per questo sono prive del talento genuino o di creatività. Lo scopo del Premio è stato, quindi, quello di scoprire, premiare ed incentivare il “talento autodidatta” che ha dimostrato valore letterario pur non avendo titoli di studio superiori. Svariate personalità del mondo culturale e politico si sono espresse positivamente, come Marco Travaglio, che l’ha definita “un’idea meritoria e geniale”, lo scrittore Claudio Magris, ed anche l’ex Premier Matteo Renzi si è espresso dicendo che è una iniziativa “davvero meritevole” fino alla Regina d’Inghilterra, che ha fatto pervenire una missiva di apprezzamento all’editore per la singolarità di questo progetto. Quindi nel futuro vorrei ampliare e far crescere questa Idea con la mia casa editrice.

Il tuo ultimo libro invece di cosa tratta?

Si intitola “Idea e Realtà. Il corpo come Tempio della Sapienza”. Esso è un approfondimento del mio già accennato sulla storia come organismo vivente. Nella mia teoria, se la Grecia e il mondo antico sono associate al sistema nervoso allora nell’avvento del cristianesimo c’è il sangue di questo organismo, ovvero di tutta la storia. E dal momento che nessun vivente può sussistere senza il sangue io ho sostenuto che il messaggio cristiano è di importanza imprescindibile per tutta la storia universale. Da qui, dunque, l’incontro con il mondo religioso e l’incontro fra Scienza e Fede.

Presenterò questo libro, assieme al precedente, a Udine venerdì 16 Novembre alle ore 18.00 presso il Salone del Popolo di Palazzo d’Aronco a Udine. Sarà un incontro di grande levatura perché fra le autorità invitate ci saranno l’On. Pietro Fontanini Sindaco di Udine, l’Assessore alla Cultura della Regione FVG Tiziana Gibelli, il Vice Presidente Consiglio Regionale FVG Stefano Mazzolini ed il Senatore Mario Pittoni Presidente della Commissione Istruzione a Palazzo Madama.

L’Associazione Forum Julii Project, per il tramite del Presidente Enrico Rossi, ringrazia Emanuele Franz per il lustro che il filosofo udinese conferisce all’intero settore culturale regionale attraverso il suo impegno culturale ed anche editoriale, fucina di nuovi talenti inespressi; una personalità culturale che merita riconoscimenti e collaborazioni.

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Autore del libro “Nazislamismo” (Ed. Solfanelli), la cui presentazione è stata curata da Magdi C. Allam. Ho prestato servizio come Volontario nell’Esercito Italiano in gloriose Brigate quali la Brigata Alpina “Julia” e la Brigata Paracadutisti “Folgore”, per poi transitare nell’Arma dei Carabinieri ove ho raggiunto il grado di Maresciallo. L’amore per la politica sboccia sin da giovanissimo: a 15 anni venivo eletto quale Presidente del Circolo “Sergio Ramelli” di Azione Giovani di Avetrana (TA), la mia città d’origine.cOggi, sono Consigliere Comunale e Capogruppo Consigliare per “Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale” a Tarcento (UD).Fermo sostenitore dello IUS SANGUINIS, quale elemento necessario di coesione sociale e culturale, sono stato il primo politico del Friuli Venezia Giulia a raccogliere firme per poter presentare una petizione contro la proposta di legge per la cittadinanza italiana agli immigrati denominata “IUS SOLI TEMPERATO – IUS CULTURAE”.