Anthony Peth: “Un po’ tutti in fondo siamo ambasciatori del gusto”

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Anthony Peth:

Anthony Peth: "Un po’ tutti in fondo siamo ambasciatori del gusto"Autore, regista e conduttore. Anthony Peth è il volto del programma televisivo Gustibus in onda ogni domenica alle 11.00 su La7. Vincitore di importanti riconoscimenti, Anthony è ormai considerato l’ambasciatore del gusto. Il suo motto? «Italia da gustare, Italia più bella!». La sua passione per il Made in Italy non è una novità, in quanto già da anni si impegna a promuovere e valorizzare le prelibatezze e le eccellenze enogastronomiche della nostra terra.

Cosa significa per te essere considerato l’ambasciatore del gusto?

E’ un bel riconoscimento, ma credo che un po’ tutti in fondo siamo ambasciatori del gusto. A chi non piace la cucina italiana? Questo personaggio televisivo mi diverte. Viaggio e conosco tante persone. Ho la possibilità di scoprire luoghi e sapori del nostro Bel Paese, ricco di qualità. Sono orgoglioso di essere italiano!

Quanto è importante per te promuovere la scoperta delle eccellenze del Made in Italy?

E’ importante più di ogni cosa in questo momento artistico della mia carriera. Ogni artista si ritrova, come nel caso dei conduttori, al timone di format diversi di anno in anno. Da un po’ di tempo, il caso ha voluto che mi occupassi di questo settore televisivo che ormai va per la maggiore. Al pubblico piace ed essendo tanto legato a chi ci segue non posso che esserne onorato.

Cosa porti con te alla fine di ogni viaggio?

Mi porto a casa storie ricche di tradizione, culla della nostra cultura e dei nostri territori. Alcune sono veramente affascinanti. Conoscere questi protagonisti mi entusiasma sempre di più. Come un bambino davanti al suo giocatolo, quando prendo un treno o un volo per una nuova città da cui parte una nuova puntata mi emoziono. Amo vedere nuovi posti e vivere nuove avventure.

Il ricordo più bello che porti nel cuore?

Essere riuscito a raccontare la storia di una persona che purtroppo non c’è più. Una persona unica che ha lasciato ai nipoti un patrimonio aziendale che continuerà a crescere nel futuro.

Un aneddoto off della tua carriera?

Quando sono andato a registrare una puntata sull’olio. Vicino gli ulivi c’era una campagna con alberi di ciliegio. Per non farmi beccare, ne ho mangiate talmente tante di corsa col seme che dopo mezz’ora sono stato male, così abbiamo dovuto bloccare le riprese ed abbiamo ricominciato dopo circa due ore. Nella mia ingenuità, ho fatto una diretta sui social. In redazione ridono ancora.

Pregi e difetti delle tue trasferte televisive in giro per lo stivale?

I pregi sono tanti: l’Italia è bella si sa. Tra i difetti sicuramente i ritardi dei treni.

Cosa ci riserverà la nuova edizione di Gustibus?Anthony Peth: "Un po’ tutti in fondo siamo ambasciatori del gusto"

Tante novità. Quello che posso svelarvi è che stiamo lavorando a qualcosa che possa premiare tanti personaggi protagonisti dei sentieri del gusto.

Gustibus vince il David di Michelangelo. Che emozioni provi?

Gustibus riceve un David di Michelangelo per essersi contraddistinta come trasmissione dell’anno per la promozione del nostro Paese. Per me è sempre una grande emozione ricevere dei riconoscimenti. Questa è la dimostrazione che quello che si crea e si trasmette attraverso i teleschermi con il lavoro di una grande squadra, piace e se viene premiato è una bella soddisfazione e motivo di orgoglio.

Progetti futuri? Sogno nel cassetto?

Il mio viaggio continuerà con Gustibus ancora per un po’. Sogni nel cassetto? Tanti! Vorrei scrivere un libro. Chissà!