Oh mio Dio!, ecco Giordano Floreancig. Perché l’arte è una cosa seria

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Incatenare i desideri, olio su tela, 180x180
Diverso per essere diverso, olio su tela, 50×150

Di Giordano Floreancig rimane impressa la leggerezza. Una persona leggera non è una persona banale, non è una persona scontata: la leggerezza è bensì una dote rarissima e preziosa. L’arte è una cosa seria, una cosa serissima, su cui non si scherza (direbbe qualcuno)!

E’ altrettanto vero però che quando si ha la straordinaria capacità di scherzare sulle cose serie e in questo caso di trasmettere leggerezza attraverso dei quadri che possono sembrare lievemente “inquietanti”, allora, forse, si è davvero dei grandi artisti.

Avere il privilegio di osservare e letteralmente palpeggiare un quadro di un artista con la sua voce che ti spiega cosa c’è dietro è un privilegio; avere Giordano Floreancig in persona che racconta aneddoti totalmente a se stanti dalla sua arte mentre si passeggia tra le stesse opere è altresì qualcosa di impagabile.

La chiave della sua arte è questa: leggerezza, istintività, unite ad una profondità di significato mai scontata. Due pennellate, un viso, un significato e un idea da gettare su tela: un messaggio, ecco l’arte di Floreacing. Un’immagine confusa che può voler dire tutto e niente eppure assume un significato chiarissimo nella mente di chi osserva.

«Questo quadro per me è un orgasmo», spiega Giordano una volta soffermatici di fronte alla più piccola delle tele esposte. Siamo così rimasti fermi qualche secondo davanti ad un mix di colori talmente avvolgenti da rischiare di essere risucchiati nella tela. Davanti ad un quadro del genere viene da dire proprio “Oh mio Dio”, che, come richiama il titolo della mostra, può essere sì espressione di stupore, come di disgusto. L’arte deve dividere, deve suscitare emozioni radicali, e quest’obiettivo in questo caso è magistralmente centrato dalla danza di colori che si compenetrano e fuoriescono dalla tela.

Mi stupisce che non esisto, olio su tela, 80×60

Tutto questo è stata la personale di Floreancig a Milano dal titolo “OH MIO DIO!”, inaugurata il 23 ottobre presso la 7ettanta6ei Gallery di Milano e curata da Alessandro Erra. Un mix di genio e sregolatezza, di humor e cultura, il tutto legato insieme da una sensibilità artistica e umana unica nel suo genere. Tra le altre cose, il linguaggio dell’artista udinese ha toccato quest’anno diverse importanti esposizioni internazionali, passando da Vienna, Bruxelles e Losanna, per approdare infine qui a Milano dove ha concluso il suo percorso.

Uno, nessuno, centomila volti, questo rappresenta il maestro nei suoi dipinti; volti su volti, sempre volti, facce che parlano pur senza bocca, che bucano con lo sguardo anche se privi di occhi, che sentono senza orecchie o addirittura sono in grado di uscire dal dipinto e catturarti. Il volto intriga, comunica, può essere chiunque, come può essere il suo autore. In questo caso infatti l’artista è un tutt’uno con la sua arte: ovvero una, nessuna, centomila pennellate di pirandelliana memoria del maestro Giordano Floreancig.