Ma Halloween non è la mia festa. E nemmeno la vostra

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Pexels License, ph. rawpixel.com
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E lasciatemi divertire! Scriveva Aldo Palazzeschi nella sua raccolta di poesie L’Incendiario, nell’ormai lontano 1910, 118 anni fa.

Massì, lasciamoli divertire gl’infanti e i grandi ragazzi e gli adulti adulti, con i loro trucchi facciali grandguignoleschi e il sangue finto e il dress code abbinato nei colori arancio e nero e le zucche sagomate con i ghigni alla Freddy Krueger.

Lasciamole divertire, la serata-nottata del 31 ottobre, queste zucche vuote di cultura e di memoria e di rispetto.

Vaglielo a spiegare, che Halloween c’entra niente con noi, non è la nostra festa, non lo era prima e -a meno di irrecuperabili sconvolgimenti identitari futuri in cui le moschee supereranno le chiese, ma questa è un’altra storia- lo sarà ancora, speriamo sempre.

‘Ché la nostra festa si chiama Festa di Ognissanti, “una festa cristiana che celebra insieme la gloria e l’onore di tutti i santi, ivi comprendendo anche quelli non canonizzati” leggo dalla Wikipedia.

Vaglielo a spiegare, che Halloween è un’indebita ingerenza pagana e consumistica e ignorantissima e omologatssima da parte dell’inciviltà bottegaia nella cristiana Commemorazione dei Defunti, altro che “i morti”.

Halloween: l’eterno ritorno dell’eguale, puntuale ogni anno come le manifestazioni degli studenti del liceo in ottobre, che invade le città intelligenti della LORO festa di Halloween. Che non è, appunto, nemmeno la LORO festa.

Ph Przykuta GFDL (gnu.orgml) or CC BY SA 3.0 (creativecommons.org), via Wikimedia Commons

Massì, lasciamoli divertire questi turisti del Titanic che affonda, perché per ri-affermare bisogna prima negare e poi superare.

Abbiamo bisogno della battaglia per affermarci, abbiamo bisogno di Polemos, appunto, «il padre di tutte le cose», diceva 2500 anni fa Eraclìto “l’oscuro”, che in realtà era oscuro per chi non aveva raziocinio per vedere, oscuro come Diogene “il cinico”, che in mezzo agli uomini cercava l’uomo con una lanterna.

Io, noi, neghiamo la caciara bru bru degl’incolti vestiti a festa (di Halloween) opponendo il silenzio dei nostri defunti e superiamo il casino delle birre nei locali addobbati a festa con la quiete delle lapidi nei nostri camposanti.

Io, cari inseguitori della massa, come ogni anno, non festeggerò la vostra festa della morte-per-ridere e ricorderò, sia pure a modo mio, la festa cristiana della vita andando a trovare i nostri morti.

Shutterstock, royalty freeroyalty free. ph. IngoSStar

E, dal momento che non sono un distruttore, vi lascio divertire, ma vi lancio anche una proposta, cittadini intelligenti: ricordare i nostri morti nel silenzio di un lago di nebbia è più chic che sbracare nel locale della movida HELLoween.