Con il Servizio Civile patrioti dei Beni Culturali

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Ph. Biagio Cerrato, Opera propria, CC BY-SA 3.0,commons.wikimedia.org
Ph. Biagio Cerrato, Opera propria, CC BY-SA 3.0,commons.wikimedia.org

In questi giorni decine di migliaia di ragazzi sono impegnati nei colloqui di selezione per essere scelti come volontari in Servizio Civile per il prossimo anno.

Tra febbraio ed aprile centinaia di progetti saranno avviati in tutta Italia da associazioni, cooperative, enti locali, allo scopo di potenziare, con l’aiuto di tanti giovani di età compresa tra i 18 e 28 anni, attività volte all’assistenza sociale, alla difesa dell’ambiente, alla promozione culturale, alla tutela dei nostri beni storico-artistici.

Il Servizio Civile, da quando la leva militare è stata sospesa, ha rappresentato per tanti ragazzi un’occasione irripetibile per mettere le proprie energie al servizio del paese e del bene comune.

Di più, come recita la legge istitutiva, il Servizio Civile Nazionale si configura come un vero e proprio “servizio di difesa della Patria con mezzi e attività non militari”.

Pochi istituti civili italiani presentano in modo così esplicito un riferimento al patriottismo come valore fondativo.

Spesso solo grazie ai volontari è possibile, in certe zone periferiche, garantire un efficace salvaguardia del patrimonio storico, artistico e ambientale della Nazione.

Pexels License, Ph rawpixel.com

La stessa UE considera il nostro SCN una “buona prassi” da replicare in altri paesi per la sua capacità di coinvolgere i giovani nella vita civile nazionale.

Da circa un anno a questa parte autorevoli esponenti del mondo della politica e del giornalismo, tra cui il vicepremier Salvini o l’ex direttore del Corriere De Bortoli, si sono chiesti se non fosse il caso di rendere obbligatorio il Servizio Civile, “per educare i nostri ragazzi non solo alla cultura dei diritti, ma anche a quella dei doveri” che ognuno di noi ha nei confronti della propria Comunità e della propria Terra.

E’ una proposta che facciamo nostra e che rilanciamo, in un’epoca in cui l’etica dell’individualismo sfrenato la fa da padrona, nella consapevolezza che per vivere fino in fondo la propria Cultura e Identità nazionale c’è bisogno di un percorso formativo e di esperienze concrete volte a fortificare il proprio senso di appartenenza.