Paolo Roberto D’Alia, il cielo in una bandiera

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Bandiere del mio stato d'animo 2

Bandiere del mio stato d'animo 2Stati d’animo che diventano materia, attraverso una tecnica compositiva che nella ricerca sposa l’arte della tessitura. L’artista Paolo Roberto D’Alia è alla sua nuova personale dal titolo Bandiere del mio stato d’animo, a cura di Francesco Piazza, nella Galleria Dom Art Space di Piazza Meli 1 a Palermo dal 16 al 18 novembre prossimi.

Gli arazzi di D’Alia assumono un valore concettuale e simbolico, sono «paesaggi dell’anima», come li definisce l’autore, ricchi di carica espressiva che diventa il modus operandi per esternare sentimenti e passioni.

Cariche di significato a cui lo spettatore può attribuire il proprio personale significante, scrutando nella visione estetica dell’artista e rendendola propria, Paolo Roberto D’Alia ritorna con una nuova indagine materica in cui stravolge gli stereotipi del bello e si tuffa nella contemporaneità di opere che sono la sintesi di un nuovo modo di creare.

Per il curatore Francesco Piazza, nel testo che accompagna la mostra, «Paolo Roberto D’Alia delimita il proprio angolo di cielo attraverso le bandiere che danno il titolo a questo progetto, concettualmente vicine a quella funzione comunicativa e di appartenenza che comunemente assolvono. Egli usa un escamotage romantico per ribattezzare le sue opere, traendo spunto proprio da questa funzione simbolica che trasforma un semplice tessuto in elemento segnico vibrante e riversando nella complessità della trama e dell’ordito il suo pensiero e i suoi sentimenti.

GRAFICA D'ALIACosì come il trascorrere e lo svilupparsi dell’esistenza umana, densa di passaggi complessi, casuali e allo stesso modo dirimenti nelle scelte che ognuno di noi è portato a compiere, le sue opere vivono di accostamenti e sovrapposizioni, non sempre lineari e definiti in cui la apparente irregolarità della composizione rispecchia fedelmente l’indeterminatezza della vita e l’impossibilità di conoscerne gli sviluppi futuri”.

D’Alia si muove nel contesto sociale in cui è nato, elabora e ripulisce da orpelli privi di senso ogni sua composizione, legandosi al momento storico in cui vive e all’attualità secondo un nesso poetico con ogni lavoro che realizza.

Per Piazza «La poetica di D’Alia si spinge verso la ricerca di un significante altro, mai mero decorativismo. Egli elabora, sovrappone, maltratta a volte, i suoi tessuti quasi a voler dare ad essi quella struttura corposa di materia vivente e pulsante con la quale costruire una storia. Le sue opere infatti raccontano una cronologia di eventi. Una stratigrafia emozionale e materica, realizzata attraverso esperimenti, lavorazioni anche inusuali, indagini che fanno dell’artista anche un chimico e un ricercatore. Un intimità pudica che vibra nelle trame dei suoi tessuti. Il tutto intriso di amore e passione».