Blitz nell’arte: quando uno scrittore e un editore ribelli s’incontrano

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Blitz nell'arte: quando uno scrittore e un editore ribelli s'incontrano
Blitz nell'arte: quando uno scrittore e un editore ribelli s'incontrano
CC0 License-Pixabay

Ci sono (quasi) tutti: scorrendo l’indice dei nomi dell’immane volume di Dario LodiBlitz nell’arte. L’arte figurativa vista come mai edito da Audax Editrice, i protagonisti della storia dell’arte, dalle Grotte di Lascaux ad Arnaldo Pomodoro, passando per i “giovani” famosini ma non famosi come Giovanni Gasparro, Roberto Ferri, Davide Puma, Gianluca Corona (e certo, passa anche lo straniero chic che piace alla gente che piace, Anish Kapoor, Ron Muek, Antony Gormley ma non Damien Hirst, ci sono anche le quote rosa, Louise Bourgeois e Frida Kahlo ma non la Marina Abramović e in generale la presenza femminile delle trenta-quarantenni qui è scarsa), sono tutti presenti.

O quasi, appunto.

Del resto, in una monumentale scorribanda critica nei tempi e nei luoghi dichiaratamente non accademica e che “vuole far parlare ciò che si vede [senza] parlarci sopra“, le eventuali omissioni sono la conseguenza di una scelta intellettuale, che non vuole “trattare l’arte, specie quella figurativa, come una materia speciale riservata agli addetti ai lavori“.

Insomma, Blitz nell’arte non è un libro per secchioni annoiati da se stessi.

Dario Lodi, scrittore milanese classe 1943, autore di 22 libri, lettore compulsivo (pare abbia letto la bellezza di 5000 libri, finora), ci presenta, con Blitz nell’arte, un poderoso excursus nella storia (dell’arte, appunto) che lo catapulta fuori dal mainstream e lo immerge in quella dimensione culturale che, fregando la definizione in esergo al nome di un noto quotidiano milanese, potremmo definire “fuori dal coro“.

Anticonformista, del resto, è la casa editrice che pubblica questo libro per molti ma non per tutti (gli sciocchi còlti lo accoglieranno con la boccuccia piegata all’ingiù): quell’Audax Editrice di Emanuele Franz che, dall’alto di una montagna come l’eremita di Così parlò Zarathustrafa libri in totale autonomia e, diremmo anche, fortemente voluta estraneità dal mondo editoriale frou frou: insomma, una voce fuori dal coro pure lui.

E cosa fanno uno scrittore e un editore ribelli quando s’incontrano? Un tomo di 639 pagine che racconta la preistoria e la storia presente, presentissima dell’arte, rifuggendo da ogni accademismo, con trattazioni brevi e incisive per ogni opera e autore scelti (1800 illustrazioni e più di 900 artisti, fra i vivi e i morti, fra i Maestri e i giovani).

Dei veri e propri blitz, o forse sarebbe meglio dire blitzkrieg, vista l’impostazione.

Un lavorone insomma, intellettualmente e praticamente.

Da leggere e meditare, a partire da quel titolo volutamente ambiguo e sospeso, L’arte figurativa vista come mai: come mai ve l’hanno raccontata, appunto.

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Emanuele Beluffi
Milanese, dal 2008 cura mostre d'arte e scrive per i relativi cataloghi; nel 2009 inventa una rivista di critica d'arte (“Kritika”, con l’artista Mihailo Karanovic e il critico Stefano Mazzoni). Dal 2018 è responsabile di redazione a Il giornale OFF, spin off culturale del quotidiano il Giornale. Ha scritto di arte su magazine specializzati. Autore, con Flaminio Gualdoni, della monografia sull’artista Andrea Mariconti per conto della galleria milanese Federico Rui Arte Contemporanea (Skira editore, 2012). Nel 2016-17 collabora alla campagna elettorale di Stefano Parisi come coordinatore del Gruppo Cultura di Energie PER l'Italia, organizzando la parte culturale del programma politico. È stato promotore editoriale (editrice Mursia), archivista in Fondazione Biblioteca di via Senato e Biblioteca d'Arte del Castello Sforzesco, agente editoriale (Librimport, libri illustrati d’importazione) entrando in contatto con svariate agenzie di comunicazione come Armando Testa, Lowe Pirella, Ogilvy, Leo Burnett et cetera e redattore in un'agenzia di pubblicità specializzata.