Diego Fusaro: “Oggi sposarsi è rivoluzionario”

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E’ il filosofo più pop del momento, si definisce allievo di Marx ed Hegel, è di sinistra ma dice cose di destra. Nello schizofrenia dei salotti televisivi viene collocato nell’area sovranista. E’ un giovane intellettuale, un italiano vero: Diego Fusaro.

Tu sei classe 1983 e insegni Storia della Filosofia a Milano: 35 anni e già con una bella carriera alle spalle. Com’era Diego Fusaro bambino?

Ero normalissimo, come ora del resto. Spero di mantenere sempre una disperata vitalità nel mio modo di essere. Ero abbastanza ribelle già all’epoca: non accettavo le cose come sono.

Com’è cambiato il mondo dalla caduta del Muro di Berlino, cioè da quando avevi 6 anni?

Decisamente in peggio. Vero è che sono nato nell’83 e quindi ho vissuto solo una parte della vita precedente alla caduta del Muro, tuttavia ho memoria storica diretta di come alcune cose, che oggi vengono considerate alla stregua di privilegi degni di chi è solito vivere al di sopra delle proprie possibilità, all’epoca erano considerate diritti validi per tutti. Questo è un aspetto che già ci rivela il segno di come il mondo sia cambiato -e non in meglio. Scrivo spesso che, peggio del mondo diviso nei due blocchi, poteva esserci solo ciò che è venuto dopo: il mondo dell’omologazione generale, sia a livello di immaginario geopolitico che a livello di stili di vita.

Hai fatto il liceo classico: hai mai fatto un’okkupazione?

Mai fatta in vita mia. Ricordo che in quarta ginnasio, dopo due mesi dall’inizio del corso di studi, ci fu un’okkupazione: fui l’unico a entrare in classe, in primo luogo perché non mi erano chiare le ragioni della protesta – non erano chiare nemmeno a chi la faceva – e in secondo luogo per una forma di rispetto verso i miei genitori, che mi avevano accompagnato a scuola presto per poi andare a lavorare

Quando ti sei detto: “voglio fare il filosofo”?

Presi la decisione quando iniziai a leggere i dialoghi di Platone grazie al mio docente del liceo, il quale mi fece innamorare della filosofia. Successivamente lessi tutti i dialoghi di Platone autonomamente e decisi che quello doveva essere l’orientamento generale della mia vita.

Nel tuo ultimo libro (Il nuovo ordine erotico, Rizzoli, 2018, 416 pagine, 19 euro, n.d.r.) parli di “imperialismo sessuale”, cosa intendi?

Essenzialmente il libro è costruito tra l’analogia del liberista in ambito economico e il libertino in ambito sentimentale. La mondializzazione, che dopo il 1989 ha prodotto un nuovo ordine mondiale di tipo americanocentrico, iper classista e turbocapitalistico, ha prodotto un movimento uguale e simmetrico: un movimento erotico che tende a far prosperare la figura del libertino, che è il liberista applicato all’ambito dei sentimenti e dei costumi.

Il libertino vede nella famiglia un impedimento rispetto alla propria valorizzazione autoimprenditoriale di quella merce specifica, tale è considerata oggi, che è l’eros. Deve di fatto inseguire il mito del plus-godimento acefalo dell’individuo liberalizzato.

Oggi prevale una forma di imperialismo erotico, quello in forza del quale un unico modo si presenta come giusto, naturale e fisiologico, con annessa demonizzazione di tutte le forme classiche e tradizionali dell’eros. Anche la sfera più intima e non mercificabile è diventata in realtà merce. In un rapporto, l’altro diventa medium per un tornaconto erotico personale e chi non accetta i moduli di questa modalità di vivere l’eros di oggi viene classificato come omofobo e pre-moderno.

Sei a favore dell’abolizione della legge Merlin?

In ambito economico occorre una ri-organizzazione dell’economia, così come in ambito erotico è necessario procedere a una ri-regolamentazione dell’eros. Le case chiuse sicuramente non erano l’optimum, ma evidentemente rispetto all’anarchia erotica oggi imperante erano pur sempre una forma di minima regolamentazione. Anche in questo caso, peggio delle case chiuse c’è solo ciò che è venuto dopo.

Che ne pensi del caso Weinstein?

Penso che siano chiacchiere della società dello spettacolo, chiacchiere sulla base di equivoci. Vi è dell’altro nella vicenda: la questione è che oggi la giusta condanna delle molestie viene sovrapposta integralmente sempre di più su ogni pratica di eros tradizionale: ogni tentativo dell’uomo di corteggiare una donna tende a essere demonizzante in quanto tale.

Nel libro parlo a tal riguardo di svirilizzazione della società, coerente con il nuovo spirito del capitalismo, che non ha più il proprio fulcro nel “machismo” vecchia maniera ma è quello della new economy, un capitalismo femminilizzato.

Il capitalismo, dopo il 1968, procede ad un attacco frontale alla figura del padre inteso come figura della legge, perché il capitalismo del libero costume e del libero consumo non è più basato sulla figura del padre padrone, ma sulla figura del consumatore, che può tutto anarchicamente a patto che possa permetterselo economicamente.

Il padre, come ci insegna la psicanalisi, è colui che disciplina il desiderio e coniuga la legge: se togli il padre resta solo il desiderare deregolamentato e illimitato. Le due facce della medesima medaglia: il liberista finanziario deregolamentatore a destra e a sinistra l’anarchico libertario dei centri sociali.

Salò o le 120 giornate di Sodoma, Wikimedia Commons

Pierpaolo Pasolini, nel film Salò o le 120 giornate di Sodoma aveva previsto molto…

Un film inguardabile, dissero i critici: perché inguardabile è la società che Pasolini vuole descrivere, una società in cui tutto diventa merce.

Ci sono due scene che vanno ricordate. La prima: nella villa degli orrori un giovane intrattiene una relazione autenticamente amorosa con una ragazza e viene ucciso perché nel tempo del nuovo ordine erotico non è possibile l’amore, vi è solo il godimento individuale. Ma prima di essere ucciso il giovane alza il pugno chiuso.

La seconda: delle ragazze sono immerse in tinozze piene di escrementi e una di loro, con gli occhi rivolti al cielo, dice: “Dio, Dio, perché ci hai abbandonati?”

In queste due scene si vede come i due ideali che hanno orientato le vite dell’Ottocento (comunista e cristiano) siano stati messi a morte dal capitalismo di libero costume e libero consumo.

Il film è del 1975, arriva dopo il ’68 e qui Pasolini è marxista critico verso il 68, perché capisce che i contestatori contestano il capitalismo con armi che sono state forgiate dal capitalismo stesso.

Qual è l’antidoto al nuovo ordine erotico?

La famiglia è la prima cellula genetica della comunità, poi ci sono le altre radici etiche che ci rendono stabili nella società, che sono la scuola pubblica, la sanità pubblica, i sindacati e lo stato etico in cui vige la famiglia universale, cioè la logica propria della famiglia dopo esser stata dissolta dalle logiche del libero mercato: nello stato si recupera la logica famigliare, dove ciascun membro vale in quanto tale, come portatore di diritti e di doveri che devono essere soddisfatti.

L’ultimo capitolo del mio libro è dedicato alla guerra del capitale contro la famiglia.

Dobbiamo ripartire dalla famiglia. Il mio libro si chiude con il quadro di un artista bulgaro in cui i protagonisti si stanno sposando: oggi il matrimonio diventa gesto rivoluzionario. Il capitale ha ingaggiato una guerra simbolica e materiale contro la famiglia, utilizzando una specifica ideologia di delegittimazione, l‘ideologia gender

Vorremmo sapere…Sei di destra o di sinistra?

Sono ambidestro e ambi sinistro. Scherzi a parte, teorizzo da tempo il superamento di questa dicotomia: oggi nella misura in cui la sinistra è più a destra della destra è difficile posizionarsi.

Credo che oggi la dicotomia sia tra alto e basso, ovvero la contrapposizione tra il signore globale elitario di una meta classe cosmopolita apolide finanziaria e dall’altra masse nazionali popolari composte dalla vecchia classe lavoratrice e da una classe media.

Subiamo l’attacco del signore elitario e ci stanno portando via tutto: riforma del lavoro, della scuola, perché siamo sconfitti sul piano simbolico significativo, guidati dalle mappe fornite dai dominatori. Bisogna riscontrare uno sguardo dal basso rovesciando la sintassi. Lo chiamano libero mercato, ma è libero cannibalismo. Bisogna ricategorizzare la realtà.

Oggi si debba essere con il lavoro e contro il capitale, con il servo e contro il signore con i dominati e contro i dominanti.

Tu hai aderito al Movimento che ho lanciato al Teatro Manzoni lo scorso febbraio, CulturaIdentità: qual è il valore di queste due parole? Quanto sono importanti oggi la cultura e l’identità?

Oggi il fatto culturale è decisivo, perché solo nella cultura si acquista la coscienza di sé: la cultura ha sempre a che fare con l’identità. Non si può abbassare l’identità culturale storica e linguistica dei popoli: questo incentiva il dispositivo della globalizzazione planetaria, che impone ad ogni popolo di rinunziare alla propria identità.

Aurora, la tua fidanzata, ha rilasciato questa affermazione alla Zanzara: “Lui studia dalla mattina alla sera non abbiamo mai fatto l’amore, sono vergine di fatto e di segno zodiacale”…

Il tratto ridicolo di queste affermazioni è auto evidente, essendo state fatte alla Zanzara…è quasi caricaturale. La società della chiacchiera, dell’equivoco è evocativa del modus operandi della società dello spettacolo, la cosa incredibile è che per giorni interi i giornali hanno parlato di questo. 

Anche Gramellini nella sua trasmissione su di Rai3 ha interrotto il tuo collegamento Skype…

Hanno sfumato l’audio durante il collegamento. Non poteva essere considerata censura, perché si stava parlando di eros e pudicizia; in realtà si stava parlando di giornalismo e società. Ad ogni modo, lasciami dire che se un collegamento Skype salta è buona norma ripristinarlo, così almeno si saluta l’ospite. Se ci fossero stati Cottarelli o Mario Monti sono sicuro che Gramellini avrebbe ripristinato il collegamento

Georg Wilhelm Friedrich Hegel (Jakob Schlesinger, 1792-1855, sconosciuta, Pubblico dominio, commons.wikimedia.org)

Cosa pensi di questa nuova Rai?

Il pluralismo è sempre meglio del monocromatismo assoluto, la vecchia Rai era meglio.

Come ti vedi tra 30 anni?

Non so come sarò tra trent’anni, non voglio fare previsioni, mi basta sapere come sono adesso e hegelianamente “Restare fedele al mio scopo”.