Margherita Sarfatti in due grandi mostre

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Margherita Sarfatti, promotrice della cultura italiana del 900, raccontata in due grandi mostre
Flickr - fonte ilgiornale.it
Margherita Sarfatti nel suo studio, 1931 - fotografo: Fotografia Ghitta Carrel - fonte: ilgiornale.it
Margherita Sarfatti nel suo studio, 1931 – fotografo: Fotografia Ghitta Carrel – fonte: ilgiornale.it

Margherita Sarfatti, nata Margherita Grassini, è stata molte cose: scrittrice, giornalista, critica e collezionista d’arte, ma anche promotrice della cultura italiana. Un importante personaggio femminile del ‘900 rimasto per lungo tempo poco conosciuto.

Nota per la sua relazione con Benito Mussolini, prima di essere sostituita con Claretta Petacci, del Duce scrisse anche una fortunatissima biografia, The Life of Benito Mussolini. Il libro uscì in Inghilterra per poi essere tradotto in italiano con il titolo Dux e in molte altre lingue; con ben 17 ristampe in Italia, le regalò negli anni ’20 grande notorietà in tutto il mondo.

Margherita Sarfatti nasce da una facoltosa famiglia ebraica che le dona un’ottima istruzione: riuscirà a parlare correttamente ben 4 lingue. Suo padre, Amedeo Grassini, era una personalità di spicco, che le permise di conoscere numerosi personaggi importanti.

Iniziano da subito a delinearsi i due principali interessi di questa figura femminile: l’arte e la politica. Sulla stampa socialista locale si occupa infatti alla stesura di articoli dedicati ad argomenti quali il femminismo e l’arte moderna.

Si sposa a soli 18 anni con l’avvocato ebreo Cesare Sarfatti, trent’anni e socialista: un’unione, la loro, non ben vista dalla famiglia di lei.

Insieme a Cesare si trasferisce a Milano e, dopo qualche tempo in via Brera, comprano un lussuoso appartamento in Corso Venezia: qui apre il suo salotto ai maggiori artisti e intellettuali dell’epoca, che diventa nel 1922 luogo di nascita del Gruppo del Novecento, cui aderiscono tanti artisti importanti come Mario Sironi, Achille Funi, Piero Marussig, Malerba e Oppi.

“Ora accadde che un gruppo di artisti amici discutesse un giorno, in Milano, dell’arte italiana e delle sue tradizioni”, racconta lei stessa nel suo libro Storia della pittura moderna.

Il gruppo del novecento italiano”, quel nome scelto come parola d’ordine; sono consapevoli infatti che il secolo in cui vivono vedrà ancora una volta il primato della pittura italiana, e che nel mondo e nel tempo si parlerà del Novecento italiano.

La sua passione per l’arte moderna si trasforma in professione, inizia a scrivere regolarmente articoli sull’Avanti della domenica, senza trascurare il suo impegno politico.

Il 1912 è l’anno in cui Mussolini assume la direzione dell’Avanti!, e tra i due nasce una simpatia reciproca che in fretta si trasforma in un legame amoroso. Entrambi sposati, sono anni in cui la loro relazione rimane ufficialmente segreta; escono separatamente dalla redazione del “Popolo d’Italia” (con cui lei collabora attivamente) per ritrovarsi in Corso Venezia e da lì raggiungere un rifugio segreto.

Una delle maggiori figure di spicco della storia del XX secolo, la Sarfatti dettò la linea della critica dell’arte italiana per almeno due decenni, dalla fine della Prima Guerra Mondiale ai primi anni Trenta.

Le sono state dedicate due grandi mostre, inaugurate a settembre, al Museo del Novecento di Milano e al Mart di Trento e Rovereto in cui sarà possibile approfondire il suo programma di espansione culturale con attenzione­ alle mostre da lei organizzate per promuovere lo stile italiano e l’idea di moderna classicità.