Sette note per dirlo, il fotoromanzo 4.0 ora è social

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Sette note per dirlo, il connubio tra letteratura e social network

Sette note per dirlo, il connubio tra letteratura e social networkSette note per dirlo. E per raccontare le storie di adolescenti che sfidano la quotidianità. Tra scelte e ricordi. Momenti di suspense, il futuro incerto, la speranza di un domani migliore. Sentimenti ed emozioni che diventano flashback come in un film in cui non mancano paure, sconfitte, delusioni ma anche la voglia di farcela ancora. Il romanzo scritto da Cinzia Tocci e Alessandro Curti, pubblicato da C1V Edizioni, è l’incontro-scontro tra due adolescenti e la loro storia d’amore. Sara e Axel vivono in due città diverse, Roma e Milano, si incontrano per caso ma hanno poco tempo per conoscersi. Alessandra e Paolo, invece, sono quelli del gettone alla cabina pubblica, dove non mancano le lunghe file per telefonare. E i social sono l’unico modo per ritrovarsi.

L’originalità del progetto, oltre alle tante storie che si intrecciano, sta nel photoromanzo4.0, si parte dal libro per creare poi su Facebook e Instagram una narrazione visiva che è tipica della rivoluzione del web. In cantiere anche una fiction televisiva. «I pareri positivi del pubblico per il libro Sette note per dirlo ci hanno spinti a voler fare qualcosa di più, ad andare oltre gli schemi e a proporre qualcosa di innovativo. Da qui è maturata l’idea di creare un nuovo genere, quello del Photoromanzo4.0, utilizzando la tecnologia», afferma l’editore Cinzia Tocci.

Il fotoromanzo è un genere di racconto per immagini tutto Made in Italy, nato negli anni ’40 e affermatosi dagli anni ‘60 grazie alla casa editrice Lancio, fino alla metà degli anni ’80. Dalla fine del 2011, in seguito alla morte improvvisa del suo proprietario, è andata man mano diminuendo la popolarità di cui il fotoromanzo godeva negli anni precedenti. «Siamo partiti dall’idea del fotoromanzo e lo abbiamo calato nella realtà attuale che viviamo ogni giorno, ovvero i social, sempre più fatta di immagini e selfie», spiega Alessandro Curti. Nell’era digitale la generazione social verrà catapultata in un Diario che darà il nome alla versione virtuale del fotoromanzo. Sette note per dirlo, il connubio tra letteratura e social networkL’idea del Diario è proprio di Curti, che aggiunge «Per meglio rappresentare le singole produzioni, abbiamo scelto di dare il nome del Diario alle diverse produzioni, partendo dal libro Sette Note per Dirlo e dunque realizzando Il Diario di Sette note per dirlo, perché si compone man mano come un diario, dove il racconto diventa personale. Mentre nel libro la storia è narrata in terza persona, nel Photoromanzo4.0 sono i personaggi a raccontare la storia, le emozioni, i sentimenti attraverso ogni scatto. Le immagini tornano così ad essere protagoniste assolute del set, ma diversamente dal fotoromanzo, i testi sono riportati nei post dei social».

Tra gli interpreti virtuali di quella che diventerà una serie tv Gianni Rosato (Paolo), Andrea Annibale (Andrea, Filippo), Giada Bino (Sara), Matteo Doria (Axel), Alice Maino (Fiorella) Christopher Chenel (Angelo), Chiara Lorenziani (Denise), Giovanni Mammarella(Davide), Marta Tognoli (Hellen), Sara Bonariva (Emma) e la partecipazione di Cinzia Tocci (Alessandra) e Alessandro Curti (Il Prof.), autori del libro Sette note per dirlo. Sette note per dirlo, il connubio tra letteratura e social networkGianni Rosato sottolinea «Mi piace l’idea di interpretare un personaggio come Paolo, anche perché dopo aver letto il libro mi sono appassionato ancora di più alla storia che già precedentemente mi era stata accennata. Ho deciso di partecipare perché l’idea è molto originale… oggi come oggi, nessuno ha ancora avuto la brillante idea di preparare un fotoromanzo per i social per poi da lì, arrivare alla fiction. Penso che sia un lavoro straordinario che se fatto con passione e collaborazione e soprattutto lavoro di gruppo ci porterà veramente lontano. Paolo per me rappresenta il ragazzo che rimane in ognuno di noi: si sa nasciamo, cresciamo, maturando viviamo delle esperienze belle e brutte che comunque segneranno il nostro percorso fino all’età adulta. Interpretare Paolo per me significa affrontare la vita, i rapporti, e perché no, pur non essendo genitore, provare l’emozione di esserlo restando ragazzino. In passato ho avuto modo di lavorare ad un fotoromanzo ma niente di così originale, niente di così emozionante. E poi un fotoromanzo per i social è un progetto nuovo, innovativo quindi sì, posso dire che non ho mai fatto questa esperienza». Fra pathos, immagini e condivisioni, non resta che aspettare l’evoluzione televisiva del Photoromanzo4.