“Il Banchiere anarchico” ci dice che la vera anarchia è nel potere

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Qual è la convenzione sociale più importante di tutte? E’ il denaro, e il metodo poteva essere uno solo, averne. Era questa la vera via anarchica 

AdnKronos

Giulio Base dirige e si fa interprete principale della sua personale trasposizione cinematografica del testo rivoluzionario di Fernando Pessoa, Il banchiere anarchico.

Già nel titolo sorge la domanda fondamentale: come può un uomo devoto al dio danaro, un uomo d’alta finanza, un banchiere, essere anarchico?

Dal 10 ottobre nelle sale italiane, Giulio Base, con l’ospite-amico del banchiere interpretato da Paolo Fosso, metterà in scena la risposta a questa domanda che – nemmeno a dirlo – sarà positiva. Il film, prodotto da Agnus Dei con Rai Cinema e coprodotto da Solaria Film con Alberteam Group, porta nelle sale un’atmosfera teatrale data da una scenografia essenziale e minimalista e dalla natura dialogica dell’opera.

L’intera pellicola si dipana infatti intorno ad un dialogo (in alcuni punti più un monologo) tra il banchiere plurimiliardario e un suo amico stupefatto che, ascoltando i suoi ragionamenti, cerca di intendere come si possa essere stati (e rimanere) anarchici, pur dopo l’ottenimento di potere e denaro. La via dell’emancipazione è quella dell’uno contro tutti e il banchiere, in una lunga riflessione collocata all’interno di un dialogo che potremmo definire quasi “platonico”, spiega come percorrerla attraverso la solitudine del raziocinio in cui si è rinchiuso negli anni.

Già vincitore del Premio Persefone alla 75esima edizione del Festival del Cinema di Venezia, l’ultima fatica di Giulio Base mette in primo piano nelle inquadrature la logica e l’arguzia nel ragionamento (invece che gli attori), andando a sgombrare il campo da eventuali ostacoli tra lo spettatore e l’altezza dei temi trattati.

Il tema del potere, della vera libertà, e della lotta per conquistarli, ci tocca tutti indistintamente e, come testimoniato dall’epigrafe iniziale di Pier Paolo Pasolini, la vera anarchia risiede proprio nel potere, perché il potere può permettersi tutto quello che vuole.