Tano e l’Ora D’Aria, musica-teatro non omologata

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Tano e l’Ora D’Aria, musica-teatro non omologata

Tano e l’Ora D’Aria, musica-teatro non omologataNon è un concept album. Eppure, un ardente desiderio di libertà attraversa tutto il nuovo ed omonimo disco di Tano e l’Ora D’Aria, band formata da Tano Mongelli (frontman e piano), Bruno Bassi (basso), Lorenzo Attanasio (batteria) e Carlo Amleto Giammusso (piano).

Dodici le canzoni contenute in questo lavoro, composte dal gruppo dal 2010 a oggi. «Non è stato facile scegliere a quali brani del nostro repertorio dare la precedenza. Abbiamo scelto dei pezzi che possano stare in uno stesso cortile senza accoltellarsi», racconta Tano, che ha messo in piedi il gruppo cercando quelli che definisce i suoi “complici” durante gli anni di studio alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano.

La formazione teatrale sua e di Carlo viene fuori soprattutto nelle performance live del quartetto, che si distingue per il suo cantautorato scatenato, in grado di passare con disinvoltura dal blues al rock‘n’roll attraverso canzoni licenziose e provocatorie, ma anche languide e grottesche.

Arrivati nel 2016 alle audizioni live di Musicultura, nel 2017 con i Misanderstendo danno vita a Contenuti Zero Varietà, show che unisce teatrocanzone, commedia, burlesque, magia e tutto quanto può dare nuova linfa vitale allo storico genere del varietà. Un progetto singolare che, come Tano spiega, nasce dal desiderio di «non rimanere fermi in un punto e di sorprendere sempre».

Tano e l’Ora D’Aria, musica-teatro non omologataEssere musicalmente “differenti”, oggi, può essere un punto di forza almeno quanto un rischio, ma Tano e i suoi non hanno alcuna intenzione di prendere la direzione dell’omologazione: «L’unico modo di lasciare un segno è perseverare in quello che si ha di diverso dagli altri. O almeno è quello che ci interessa, non vogliamo essere la brutta copia di nessuno».

Attualmente impegnati in una serie di live, nella realizzazione di un nuovo videoclip e nella scrittura dei sette spettacoli di Contenuti Zero, in scena da gennaio ad aprile al Teatro Leonardo di Milano, adesso sognano un nuovo palcoscenico: «Siamo passati per teatri, ospedali, centri sociali, localacci, oratori, ancora teatri. Ora vorremmo riuscire a suonare in carcere».