Blu Yoshimi, attrice “bella e buona”…ma non fatela arrabbiare!

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Ph Riccardo Riande
Ph. Riccardo Riande

Blu Yoshimi, ventunenne romana, tra le protagoniste di Una pallottola sul cuore 3, attualmente in onda su RaiUno, è una delle attrici della nuova generazione su cui lo show biz sta puntando le sue carte. Ha debuttato a sette anni ne La freccia nera e a nove era Claudia – la figlia di Nanni Moretti – in Caos calmo di Antonello Grimaldi, ma il grande pubblico l’ha conosciuta soprattutto grazie a Piuma di Rohan Johnson, che le è valso il Premio Passinetti alla Mostra del Cinema di Venezia.

Blu, quando hai deciso, definitivamente, di voler fare l’attrice e quanto l’essere “figlia d’arte” (la madre è Lidia Vitale, ndr) ha influito sulle tue scelte?

Ho sognato di fare questo lavoro fin da quando sono bambina. Ho iniziato a studiare con Doris Hicks, membro dell’Actors’ Studio, a 16 anni, ed è stato fondamentale. Sicuramente seguire mia madre dietro le quinte, sui set, nei workshop mi ha dato modo di osservare da vicino questo mondo. Sopratutto è stato vederla affrontare anche i momenti più bui con una forza incredibile, spinta da un flusso di passione per la recitazione, che mi ha incuriosita a scoprire cosa ci fosse di così bello da non arrendersi mai. E poi beh… l’amore per il cinema!!!

Ph. Fabio Lovino (con Lidia Vitale)

Yoshimi è in realtà il tuo secondo nome e significa “bella e buona”. La bellezza mi sembra oggettivamente incontestabile, ma la bontà? Ti ritieni “buona” o c’è anche in te – come in tutti noi – un lato “cattivo”?

Yoshimi mi è stato affidato dal maestro buddista Daisaku Ikeda alla mia nascita. Sia la bellezza che la bontà penso siano entrambe qualità che provengono dal nostro interno e vanno coltivate. Leggendo la Vita Nova mi ricordo (parafrasato) un pezzo in cui Dante osserva Beatrice, che con la sua bontà e bellezza riusciva a dare gioia alle persone che la circondavano. In quel momento ho capito profondamente il significato di questo nome. Per quanto riguarda la parte cattiva esce sopratutto di fronte alle ingiustizie. Non penso sia da giudicare il nostro “lato oscuro” ma solo da canalizzare in qualcosa per cui lottare.

Quando esce fuori la cattiveria? Quando diventi, se lo diventi, più Blu che Yoshimi?

Come dicevo prima, in particolare di fronte alle ingiustizie. In questi casi, arrabbiarsi è giusto. Lo scorso anno mi dava molta frustrazione la situazione mondiale attuale. Invece di crogiolarmi nell’ansia e nel dolore ho cercato di usare la mia vita, nel quotidiano, per affrontare queste problematiche. Una delle azioni è stata iniziare a supportare la causa di Every Child is My Child con cui fino ad oggi siamo riusciti a costruire una plaster school per dei bambini in Syria. E continueremo, instancabilmente!

Chi sono i tuoi maître à pensér nel lavoro e nella vita? C’è qualcuno a cui ti ispiri?

Sicuramente Daisaku Ikeda è un esempio nel dedicare la propria vita a mettere in pratica una filosofia umanistica per il raggiungimento di una pace globale basata sulla felicità di ogni singola persona. Natalie Portman è invece la mia ispirazione nel lavoro dentro e fuori dal set. Ammiro le sue trasformazioni sempre così naturali nei film e il suo atteggiamento attivo nella società. Attualmente si sta dedicando, insieme a molte sue colleghe, a Times’ Up, un’associazione per i diritti e il rispetto delle donne. Penso possa essere un esempio per tutti noi.

Mi piacerebbe sapere qualcosa della Blu “privata”: cosa ami fare nel tempo libero, quando non sei impegnata su un set?

Sono iscritta al primo anno del DAMS (ho già cambiato un’università chissà se mi laureerò mai)  e mi piace molto fare sport. Correre, nuotare e, a breve, inizierò a ballare! Che emozione! Amo passeggiare nei parchi con il mio cane o qualche amico, visitare i musei… Altrimenti, le sere che sono libera vado al cinema o guardo un bel film in tv. Adoro anche andare a ballare, amo la techno. Ma, più in generale, cerco di spaziare tra tutti i generi musicali. La musica, quando è bella, è bella sempre.

Ph. Giulia Bertini

Ci piacerebbe sapere qualcosa che non hai mai detto a nessuno quando non eri ancora famosa e quindi eri “off”.

Da bambina iniziai a fare teatro. Quell’anno si sarebbe fatto Il Mago di Oz e io facevo il topo. Per chi conosce bene la storia, sicuramente non si ricorderà di un topo, perché in effetti non esiste. Inutile dire quanto avrei voluto fare Dorothy, ma mi vergognavo molto e recitare era uno sforzo enorme per me. Mi impegnai comunque tantissimo incoraggiata dalla frase di Stanislavskij “non esistono piccoli o grandi ruoli, ma solo piccoli o grandi attori”. Lo stesso anno fui scritturata per Caos Calmo. Rivincita!!!!

Quando ti rivedremo sul grande o sul piccolo schermo?

Sul grande schermo a breve con LikeMeBack, film presentato quest’anno al festival di Locarno. di Leonardo Guerra Serragnoli insieme a Angela Fontana e Denise Tantucci. Sul piccolo schermo nei cortometraggi Soubrette di Marco Mingolla e Tra Fratelli di Lidia Vitale.