Diodato, quando il pop è impegno civile

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Diodato, quando il pop è (anche) impegno civile

Diodato, quando il pop è (anche) impegno civileE’ stata un’estate piena di lavoro quella di Diodato che, dopo la partecipazione a Sanremo e i live in diverse capitali europee, ha proseguito il suo AdessoClubTour lungo la nostra penisola.

Ma tra un concerto ed un altro ha avuto anche modo di concedersi qualche giorno di vacanza: «Sono stato un po’ in Puglia, nella mia Taranto. Non molti lo sanno, ma lì c’è uno dei mari più belli d’Italia e quindi d’Europa e quindi del mondo».

Nato ad Aosta, romano d’adozione ma appunto con origini pugliesi, il cantautore è nelle radio con Essere semplice, un pezzo pop che dietro la leggerezza e la spensieratezza della  melodia  nasconde  (come tutti i suoi testi) un  messaggio  importante.

In questo brano dici “Chiedo scusa se non ho vissuto come gli altri mi dicevano, se tutto quello che ho desiderato era più grande di me”. Cosa si aspettavano gli altri da Antonio?

Ho ricevuto molti consigli, ne ho ascoltati pochi, ma non sempre ho fatto bene. Mi dicevano, ad esempio, d’avere sempre pronto un piano B, ma questa cosa in realtà mi ha frenato parecchio. E’ stato quando ho deciso di avere solo un piano A che le cose sono cambiate.

Hai sempre desiderato  far musica? Da bambino come ti immaginavi “da grande”?

Sai che ci sto pensando proprio in questi giorni? Sicuramente avventuroso, coraggioso, bello, ricco e famoso.

Dei tuoi esordi che ricordi hai?

Provo tenerezza nel ricordare i primi passi. Dio quanto avevo da imparare!

Mi racconti un episodio off degli inizi del tuo percorso?

Una volta ero in classe e stavo per essere interrogato. Improvvisamente comparve alla porta la vicepreside e disse: “Diodato, fatti accompagnare a casa e torna con gli strumenti, dovete suonare in palestra per intrattenere gli studenti del corso Cambridge (inglese avanzato).” Non potevo crederci. Tornati a scuola col necessario, entrammo in palestra e ci fu un boato. Probabilmente gli studenti erano un po’ annoiati e vedendoci entrare con gli strumenti capirono che la situazione poteva diventare decisamente più interessante. Quelle urla nella mia testa si trasformarono in una vocina che diceva: “Questo è ciò che devi fare nella vita”.

Hai partecipato alla colonna sonora del film Anni felici di Daniele Luchetti. Sei anche appassionato di cinema…

Sì, sono anche laureato al DAMS in Cinema. Lavorare a una colonna sonora mi permette di unire due grandi passioni della mia vita.

Oltre la musica e il cinema, hai altre passioni cui ti dedichi nel tempo libero?

Mangiare la pizza vale?

Ti sei guadagnato i complimenti di Mina, che nel 2014 scrisse: “La canzone di Sanremo che mi è piaciuta di più è quella di Diodato”. Cosa hai provato?

Pelle d’oca. E’ strano pensare che lei abbia ascoltato la mia voce, le mie parole, le mie note e che magari abbia provato un’emozione.

Con Roy Paci collabori da tempo. Com’è stato calcare con lui il palco dell’Ariston?

Emozionante e divertente. Condividere un’esperienza tale con un amico te la fa apprezzare ancora di più.

Con il brano Adesso, presentato all’ultimo Festival di Sanremo, fai riflettere sul fatto che dobbiamo vivere il presente con intensità. Tu hai imparato a farlo?

Ci provo tutti i santi giorni.

Perché il palco dell’Ariston emoziona e mette paura più degli altri?

Perché ci sono sempre grandi aspettative e milioni di persone a guardarti.

Sei anche impegnato socialmente. Con Roy Paci e Michele Riondino con il concerto Primo Maggio Taranto avete chiesto la chiusura dell’Ilva.

Sì, la condizione tarantina è inaccettabile per un paese civile, evoluto. C’è una strage che va avanti silenziosamente giorno dopo giorno ed è nostro compito rompere questo silenzio.

In Puglia, a Taranto, ci sei cresciuto. I primi ricordi che ti vengono in mente?

Le partite di calcio sull’asfalto, il lungo corridoio della casa dei miei nonni, le feste con i parenti, le sere d’estate con i nuovi amici.

Al mondo del gossip è nota la tua relazione con Levante. Per dei cantautori un’unione sentimentale tra colleghi è più stimolante?

Le storie sono sempre stimolanti per chi scrive. Quelle tra due cantautori secondo me sono molto simili a tutte le altre.

Il tuo tour si concluderà il 6 ottobre a Roma. Poi cosa dobbiamo aspettarci?

Qualche canzone nuova e magari qualcosa che le contenga tutte. Un disco?