Rose Villain, l’italianissima che ha sfondato negli USA

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Rose Villain: "Sono cresciuta con il rock dei Nirvana e di Johnny Cash"Il suo vero nome è Rosa Luini, classe 1989, un’allure angelica e un’anima dark. Rose Villain, che nella vita fa musica, ha accettato di raccontarsi a OFF e di condividere con i lettori il suo successo: è la prima donna italiana ad aver firmato un contratto con Republic Records, eletta da Billboard la label numero uno al mondoSin da bambina ha una pulsione per l’America, «ho sempre guardato film americani, sempre ascoltato solo musica straniera»; trascorre tutte le estati della sua infanzia in California frequentando corsi di canto. Da dieci anni gli States sono diventati la sua casa, ma l’esatta metà del suo cuore resta in Italia.

La musica è da sempre la tua passione, quali sono gli artisti che hai iniziato a seguire da bambina?

Io sono cresciuta con il rock, è sempre stata la mia passione: I Nirvana, Johnny Cash, Guns ‘n Roses, sono cresciuta in quel mondo. Ho avuto anche un’influenza hip hop che si percepisce nella mia musica.

Due artisti attuali, un uomo e una donna che ti piacciono?

Kanye West, uno dei miei preferiti. E donna direi Rihanna

Chi scrive i testi? E chi produce le musiche?

Ho sempre avuto la passione per la scrittura e la letteratura, scrivere mi piace molto, per questo ai testi ci penso io. Infatti, la cosa che più apprezzano gli americani di me è il modo in cui scrivo. Le produzioni sono invece firmate Sixpm, lavoro solo con lui, è un producer italiano che lavora con artisti come Gue Pequeno e altri rapper italiani e che tra le altre cose è il mio fidanzato.

Sei innamorata?

Assolutamente. Lui è meraviglioso ed è bellissimo vivere quest’avventura passo per passo insieme.

Ci racconti del provino con la label americana? Come ti hanno cercata?

È stato davvero incredibile. Era appena uscito il video della mia prima canzone Get the fuck out of my pool, supportata in Italia da Machete, la label di Salmo e per caso è stata postata su un blog americano, dei produttori newyorkesi lo hanno visto e mi hanno chiamata.

Quali difficoltà hai riscontrato con il mercato italiano?

In Italia non mi hanno mai apprezzata davvero per via dei video un po’ macabri e i testi strani, a New York invece è l’originalità che conquista. Gli artisti italiani, chi fa il mio stesso lavoro, hanno apprezzato il mio coraggio, l’ambiente americano è molto competitivo.