Tommaso Chiappa, quando la pittura sorvola il mondo

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Tommaso Chiappa, quando la pittura sorvola il mondo
Mondello - 2018 - acrilico su tela -50-70 cm-collezione privata
Tommaso Chiappa, quando la pittura sorvola il mondo
Mondello – 2018 – acrilico su tela -50-70 cm-collezione privata

Uomini che passeggiano, se ne stanno lì l’uno accanto all’altro, si tengono per mano, si abbracciano, parlano tra loro, pedine di una partita in cui ogni mossa segna un cambiamento, una trasformazione, un’evoluzione. E’ la quotidianità il soggetto che spicca osservando le opere di Tommaso Chiappa, trentenne palermitano, che ha all’attivo diverse mostre personali e collettive in Italia e all’estero.

Le opere di Tommaso Chiappa, nomadi come lui, sorvolano il mondo per atterrare tra le mura di edifici adibiti a luoghi di lavoro, scuole, studi professionali, aziende, luoghi in cui l’arte non è mai esistita e in cui approda per la prima volta per regalare ad un occhio che la osserva distrattamente anche solo per un secondo in quella routine meccanica, un viaggio in grado di portare lontano da quella quotidianità a volte malata.

E’ il caso di Back To Collage, il progetto realizzatosi nel 2017 a Pavia tra gli edifici destinati agli studenti, o di Overland/flight, l’idea nata dal matrimonio con JBN Italia al fine di trasformare un luogo di lavoro in uno spazio creativo in cui l’osservatore sposa temi concettuali quali la diversità, la globalizzazione e la multiculturalità, in un’ottica alternativa rispetto al mainstream dominante che porta l’italianità oltreoceano.

Viaggiatore del mondo, Tommaso Chiappa si ferma brevemente tra Palermo, città di nascita, e Saronno, città per scelta, per poi spostarsi di città in città.

Tommaso Chiappa, quando la pittura sorvola il mondo
Canti Liberi-2018-acrilico su tela -50-40 cm-collezione privata 

Un modus vivendi che lo porta a confrontarsi con gallerie distanti tra loro che cambiano il modo di vivere la galleria stessa.

Il privato incontra il pubblico in America, circa un anno fa all’interno della Sitka Gallery a Fitchburg, Massachusett, dove le due realtà imparano a coesistere in un unico grande scenario.

Non è più l’opera a scegliere il suo luogo di nascita, bensì il luogo di nascita a determinare la realizzazione dell’opera. L’artista si fa osservatore, architetto e mercante, sfuggendo alle critiche dei più tradizionalisti e cercando di sopravvivere ad un mercato dell’arte che anche i più esperti faticano a seguire.

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