Quel virtuoso villaggio medico del Campus della Salute

0
64
Campus Salute Onlus, il villaggio della prevenzione
CC0 Creative Commons ph marijana1

Prevenire è meglio che curare recitava una famosa réclame. Questo concetto è diventato nel corso del tempo luogo comune nel dibattito pubblico, anche alla luce delle difficoltà che vive, a livello di conti, il sistema sanitario nazionale. Gli sprechi del passato, ma soprattutto l’invecchiamento della popolazione, impongono di dedicare una maggiore attenzione alla pianificazione dei servizi da erogare, che per essere efficace deve necessariamente puntare sulla prevenzione, piuttosto che rincorrere le patologie nel momento in cui appaiono.

Questi buoni propositi si scontrano, però, con le inefficienze del sistema, che si ripercuotono soprattutto sulle fasce sociali più deboli, ma anche con le resistenze di chi, per mancanza di tempo o diffidenza, è poco propenso a frequentare gli ambulatori.

Come spesso accade, la soluzione non può essere affidata esclusivamente alla pubblica amministrazione. Va trovata nella capacità della società civile di mobilitarsi sulla base di quel principio di sussidiarietà orizzontale, fondamento della Dottrina Sociale della Chiesa, che se correttamente applicato può portare l’ormai finanziariamente poco sostenibile welfare state in una welfare community fondata su solidarietà e partecipazione.

Un modello virtuoso, in questo senso, ci viene dall’associazione Campus Salute Onlus, presieduta dalla prof.ssa Annamaria Colao, endocrinologa di fama mondiale. Questa associazione, nata per iniziativa di un gruppo di professionisti, organizza dal 2010 a Napoli (ma anche a Roma, Aosta, Monza, Padova, Palermo e altre città dove il format è stato esportato), l’omonimo “Campus della Salute”, un vero e proprio villaggio medico, diventato ormai la più grande manifestazione dedicata alla prevenzione della salute con controlli diagnostici del paese. Un evento che solo nella capitale del Mezzogiorno, dove la nona edizione sarà celebrata dal 4 al 7 ottobre, mobilita circa 300 volontari, di cui 200 medici, ed eroga gratuitamente oltre 3.000 visite specialistiche di vario tipo. Portare la prevenzione nelle piazze e tra la gente, sulle ali del Terzo Settore, è un’ipotesi su cui lavorare sempre di più, se si vuole mettere in campo una buona battaglia a sostegno della salute degli italiani, ma anche finalizzata all’efficientamento dello stato sociale.