Nella democraticissima Svezia la Fiera del libro alternativo è proibita

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La fiera dell’editoria alternativa e non conformista che doveva celebrarsi questo fine settimana a Göteborg, in Svezia, è stata annullata su consiglio della polizia, per ragioni di sicurezza.

Gruppi di estrema sinistra avevano, infatti, minacciato di prenderla d’assalto. Principale espositore della fiera avrebbe dovuto essere il giornale di opposizione Nya Tider, conservatore e vicino al movimento populista degli Svedesi Democratici, cui già era stata impedita la partecipazione alla Fiera del Libro di Göteborg, dopo che l’establishment culturale ne aveva giudicato le posizioni “politicamente scorrette”.

«Non c’è democrazia in Svezia, ha dichiarato Vávra Suk, direttore di Nya Tider. La polizia dovrebbe difendere la libertà di espressione e garantire il diritto dei cittadini a incontrarsi senza rischi per la propria incolumità. Invece consentono che una teppaglia violenta e antidemocratica stabilisca quale letteratura possa essere esposta in una fiera pubblica e quale no», ha aggiunto.

Nya TiderNew Times in inglese – è un settimanale che si autodefinisce in lotta contro le fake news diffuse dai media mainstream e che pubblica regolarmente notizie censurate dalle principali testate.

Lo scorso anno Nya Tider ha partecipato alla Fiera del Libro di Göteborg, la principale manifestazione culturale dell’intera Scandinavia, e la sua presenza aveva sollevato un acceso dibattito. Alcuni scrittori di sinistra avevano accusato Nya Tider di “razzismo” e avevano boicottato la Fiera, nonostante il giornale avesse respinto le accuse.

Quest’anno, per evitare problemi, gli organizzatori della Fiera del Libro hanno stabilito di escludere la testata dall’evento, preoccupati per «l’enorme attenzione concentrata su un singolo espositore».

Nya Tider aveva quindi deciso, insieme ad altri organi di informazione, editori e personalità pubbliche, di dare vita alla Fiera del libro alternativo, che avrebbe dovuto tenersi, in concomitanza con la Fiera di Göteborg, il 29 e 30 settembre.

Impresa ardua e coraggiosa. Trovare una sala privata per l’esposizione si è rivelato praticamente impossibile ​e il giornale alla fine aveva deciso di allestire una grande tensostruttura in un locale affittato dal comune.

A quel punto i militanti di estrema sinistra hanno minacciato di prendere d’assalto l’esposizione.

Nella democraticissima Svezia la Fiera del libro alternativo è proibita
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«Si tratta di una palese provocazione. Non li lasceremo vincere», così si è espresso il Fronte antifascista di Göteborg in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, aggiungendo che non avrebbe mai consentito “l’ingresso dei fascisti in città“. Nel giro di 24 ore circa duemila persone hanno aderito all’appello incitante alla violenza contro il giornale.

Nel corso di una riunione con i rappresentanti del comune di Göteborg e della polizia, agli organizzatori della fiera alternativa erano state garantite misure di sicurezza adeguate.

Il 25 settembre, però, su consiglio della polizia, il municipio di Göteborg ha deciso di ritirare il permesso di tenere la rassegna.

Da parte sua Elsa Westerstad, direttore dell’inserto culturale del quotidiano Svenska Dagbladet, ha messo in dubbio l’autorevolezza della Fiera del libro di Göteborg “dal momento che le voci scomode vengono censurate“. La Westerstad ha inoltre sottolineato come, alla luce dei fatti accaduti, il motto scelto dagli organizzatori della Fiera del libro alternativo, “per coloro a cui piace pensare con la propria testa e non hanno paura del confronto“, stia diventando sempre più condivisibile.

D’altronde oramai i fatti parlano chiaro: non solo in Svezia ai giornali di opposizione e alla letteratura non omologata viene impedita la partecipazione alle rassegne culturali ufficiali, ma è addirittura negata la possibilità di organizzare liberamente un proprio evento alternativo.