Giusy Versace: “Sono quasi pronte le mie nuove gambe tacco 9”

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Giusy Versace:
ph angelo redaelli
Giusy Versace: "Sono quasi pronte le mie nuove gambe tacco 9"
ph angelo redaelli

Ieri sera  primo appuntamento, al Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano, di Mondadori OFF, il format di Edoardo Sylos Labini nel corso del quale i personaggi più popolari della cultura e dello spettacolo italiano si raccontano “senza griglie”. Il pubblico è il co-protagonsta della serata, grazie alla possibilità di intervenire con una domanda agli ospiti via Twitter inserendo l’hashtag #mondadoriOFF – e ricevendo una risposta in tempo reale.

A inaugurare la stagione del Mondadori OFF è Giusy Versace, atleta paralimpica, conduttrice tv, deputato della Repubblica Italiana, membro del Direttivo Nazionale di CulturaIdentità, che proprio con Mondadori ha pubblicato il libro Con la testa e con il cuore si va ovunque, al quale è seguito il nuovo libro per ragazzi WonderGiusy, presentato proprio ieri sera.

Ecco l’intervista OFF  di Edoardo Sylos Labini, accompagnato alla chitarra da Daniele Stefani

Parliamo subito della tua nuova avventura come scrittrice: chi è WonderGiusy?

E’ un supereroe con le ali alle gambe. Un’idea che mi ha dato un bimbo che mi osservava con curiosità al campo e che diceva all’amichetto:

quella lì l’ho vista in televisione, le hanno messo le gambe nuove, corre e vince!!

beh, vince perché avrà il telecomando nascosto da qualche parte“, gli ha risposto l’altro.

Così mi sono messa per terra e ho fatto vedere loro come sono le mie gambe. Il bello dei bimbi è che non hanno filtri, mi vedono come un supereroe perché vedono quello che   riesco a fare nonostante quello che mi manca.

L’idea di WonderGiusy era nel cassetto da due anni: è una storia illustrata, mi sono immaginata una giornata in cui Giusy apre l’armadio e sceglie quali gambe mettere, quel giorno sceglie le gambe con le ali per volare verso i bimbi che si sentono emarginati. Vola verso Chris, che osserva le persone da un balcone perché da quando è costretto su una sedia a rotelle gli altri bambini non giocano più con lui. WonderGiusy gli insegna allora quante cosa può fare: andare al mare, giocare, fare sport. Ovviamente nella storia c’è anche un cattivo che ho voluto chiamare Hater, un disabile rancoroso, arrabbiato con la vita e col mondo, che decide di eliminare tutto ciò che porta sorriso e buon umore.

ph angelo redaelli

WonderGiusy nel libro dice a Chris: “La disabilità è soltanto negli occhi di chi guarda“.

E’ la verità e sono proprio i bimbi ad insegnarcelo. Sentire un bambino identificare un disabile come un atleta mi mette i brividi, fa capire quanto lo sport sia veicolo di messaggi importanti.

Quante paia di gambe hai?

12, sto lavorando sul tredicesimo, con tacco 9.

Nel tuo primo libro Con la testa e con il cuore si va ovunque c’è un capitolo in cui racconti la tua prima volta al mare con la protesi, ce ne vuoi parlare?

Quest’anno festeggio tredici anni con le protesi e nel tempo la mentalità è molto cambiata. Dieci anni fa una bimba in spiaggia era incuriosita dalla mia gamba e quando me la sono staccata per togliere l’acqua del mare, la mamma le ha coperto gli occhi: un pugno sul naso avrebbe fatto meno male. Credo che quella mamma abbia agito un po’ per ignoranza e un po’ per proteggere la figlia a modo suo. Ma proteggerla da cosa? Il dolore va toccato, sentito, elaborato e superato; evitarlo non è la soluzione

Giusy Versace: "Sono quasi pronte le mie nuove gambe tacco 9"
ph angelo redaelli

Perché sei cosi amata dai bambini?

Mi vedono davvero come un supereroe, vedono che mi monto, mi smonto, sembro un giocattolo per loro.

Perché sei entrata in politica?

Ero spaventata, ma sono circondata da persone con il mio stesso entusiasmo. È stata Mariastella Gelmini in particolar modo a volere abbracciare il mio mondo. Ho scelto un partito che fa molto chiacchierare, non sono mancati insulti e pregiudizi, soprattutto sui social, che però vanno presi per quello che sono: dietro a una tastiera sono tutti bravi. Ho apprezzato molto le parole di chi mi ha detto: “non voto per quella parte, ma so chi sei e ti stimo, in bocca al lupo“. Io mi batto per lo sport, per il sud, per le donne, per i giovani, per i diritti di tutti.

Prima dell’incidente non eri un atleta.

Non correvo, ma ero una sportiva. Ora corro perché non posso farlo.

Parli sempre di Domenico e dei tuoi genitori. Quanto è importante la famiglia nella tua rinascita?

La famiglia è fondamentale per tutti. I miei e mio fratello sono diventati le mie stampelle e il mio scudo. Anche le mie migliori amiche sono parte della mia famiglia, le sorelle che non ho mai avuto. Venivano in ospedale e davano il cambio a mia madre la notte. Da soli non si va da nessuna parte, io da sola non sarei mai diventata WonderGiusy.

E’ importante per te la fede?

Sì, la fede mi ha aiutata a non incattivirmi, ad avere la consapevolezza che siamo tutti sotto lo stesso cielo e siamo niente di fronte a Dio.

Un momento molto toccante della tua vita è rappresentato dal discorso che hai tenuto a Lourdes davanti a migliaia di persone. Il momento certamente più significativo è quello in cui ti chiedi: “perché proprio a me“: ce ne vuoi parlare?

In realtà con il tempo ho realizzato che tutti si chiedono “perché a me?“, non solo io. Quando mi è capitato l’incidente avevo 28 anni: ero nel pieno della mia crescita personale e professionale, mi stavo facendo strada nel mondo della moda, lavorando peraltro per la concorrenza. Ho visto tutto questo come un’ingiustizia, come una punizione. Poi sono andata a Lourdes, avevo promesso che se fossi riuscita a camminare sarei andata li a rendere grazie. Quello è il luogo in cui ho avuto il mio primo vero sfogo di pianto, da questo e dalla magia del posto si è fatta strada in me un’altra domanda, la domanda che mi ha cambiato la vita: “perché non a me?” 

Abbiamo fatto insieme uno spettacolo autobiografico in cui raccontavi te stessa; a pochi giorni dal debutto non riuscivi a interpretare la scena in cui parlavi dell’incidente. Ma quanto ti è servito, con il senno di poi, raccontare di quell’incidente, raccontarti in un libro?

E’ terapeutico. Ogni volta che racconto la mia storia mi viene il mal di testa, tuttavia fare un bel percorso senza condividerlo è egoista. Io sento il bisogno di condividere questa storia con gli altri, perché come ha aiutato me penso possa aiutare molte altre persone. 

A marzo di quest’anno hai deciso di entrare in politica: qual è la tua battaglia?

Io non lo volevo fare, temevo di non essere all’altezza. Ad un certo punto però ho sentito che qualcuno stava cercando di abbracciare il mio mondo, e ho capito che fare politica, la politica vera, significa mettersi a disposizione degli altri.

Perché hai scelto di aderire con la tua onlus, Disabili No Limits, al mondo di CulturaIdentità? Che cosa c’entra con la disabilità?

Ho aderito a CulturaIdentità perché sono certa che per cambiare atteggiamento nei confronti della disabilità, nella nostra società,  si debba partire dalla cultura, ci si debba proprio allenare alla cultura. La disabilità è elemento importante di questa società, e solo cambiando approccio culturale possiamo combattere le barriere mentali. Spesso la gente sbaglia non per cattiveria, per ignoranza. 

Giusy Versace: "Sono quasi pronte le mie nuove gambe tacco 9"
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Tu Giusy sei molto legata alla tua identità calabrese: se dovessi diventare Governatore della Calabria cosa faresti?

Sono matta ma non fino a quel punto! Beh sarebbe una battaglia piuttosto complicata: quella è una regione che può dare tantissimo, ma il paradosso è che in quella terra succede che il delinquente esce e gira per la città a testa alta e il disabile invece non esce di casa perché si vergogna.

Sei stata tante cose nella tua vita: sarà arrivato il momento anche di diventare anche mamma?

Secondo voi perché quando una donna arriva a 40 anni tutti le fanno le stesse domande? Diciamo che negli ultimi 10 anni ho avuto altro a cui pensare, ho dovuto ristabilire il mio equilibrio… inoltre io e Antonino viviamo a distanza. Devo dire che io con i bambini ho un bel rapporto perché ci gioco, ci scherzo, ci tolleriamo a vicenda, con uno tutto mio non so però se sarebbe così semplice. Si può generare nella vita in tanti modi, io mi do comunque agli atri. 

Intervista editata da Arianna Bagnato e Rosa Magrino