No, la basilica hi-tech a Norcia anche no

0
320
No, la basilica hi-tech anche no

No, la basilica hi-tech anche noIl vescovo di Norcia, Renato Boccardo, l’ha buttata lì, quasi un inciso nascosto nelle parentesi, per dirla e per non farsi sentire troppo:

«Mi piacerebbe vedere ricostruita una Basilica molto luminosa, […] tra quello che c’era prima e qualcosa di nuovo, anche di ardito, capace di diventare un’attrazione turistica mondiale».

Bene, se io sento la parola “luminoso” associato a una architettura, visti i tempi, penso subito a una costruzione vetro e acciaio delle archistar: orrore puro, fonte di smarrimento estetico e azzeramento estatico.

E infatti è proprio questo che vuole il vescovo Boccardo: risorga la Basilica di Norcia, ma in formato hi-tech, in modo che sia attrazione di fede e turismo.

I cittadini di Norcia, giustamente allarmati, hanno già costituito un comitato di salute pubblica in difesa della Basilica: la vogliamo esattamente come era prima.

E ci mancherebbe: già sento il tintinnar di acciaio degli emuli delle archistar, pronti con i loro progetti di una nuova Basilica di Norcia tipo Planetario di Torino, magari sviluppata in verticale come un grattacielo.

Una ridicolaggine, oltre che un insulto all’estetica e alla fede: qui a Milano grazie alle archistar le architetture liberty del ‘900 sono state coperte dallo “storto” (Torre Hadid) e dal “dritto” (Torre Isozaky) e siccome ora c’è il vezzo finto moderno e finto internazionale -ma in realtà provincialissimo -di chiamare i nuovi e sciccosissimi edifici coi nomi delle archistar che li hanno fatti costruire, adesso la Basilica di Norcia vetro e acciaio potrebbe diventare la Basilica Wes Anderson o qualche altro nome di Stoccolma.

Eh no, la fede è una cosa seria e non deve avere niente a che fare con le cose del mondo e con la moda, Norcia non ha bisogno di edificare una Basilica attrazione turistica fatta di freddo e gelo: vetro e acciaio sono anti estetici, vanno bene per gli uffici import export e io sto con i cittadini di Norcia.

Rifate la Basilica esattamente com’era prima e salviamo la nostra identità!

Articolo precedenteL’uomo pubblico deve esibire capacità politiche, non il suo titolo di studio
Articolo successivo12 settembre 1919, Fiume Città di Vita, di Arte
Emanuele Beluffi
Milanese, dal 2008 cura mostre d'arte e scrive per i relativi cataloghi; nel 2009 inventa una rivista di critica d'arte (“Kritika”, con l’artista Mihailo Karanovic e il critico Stefano Mazzoni). Dal 2018 è responsabile di redazione a Il giornale OFF, spin off culturale del quotidiano il Giornale. Ha scritto di arte su magazine specializzati. Autore, con Flaminio Gualdoni, della monografia sull’artista Andrea Mariconti per conto della galleria milanese Federico Rui Arte Contemporanea (Skira editore, 2012). Nel 2016-17 collabora alla campagna elettorale di Stefano Parisi come coordinatore del Gruppo Cultura di Energie PER l'Italia, organizzando la parte culturale del programma politico. È stato promotore editoriale (editrice Mursia), archivista in Fondazione Biblioteca di via Senato e Biblioteca d'Arte del Castello Sforzesco, agente editoriale (Librimport, libri illustrati d’importazione) entrando in contatto con svariate agenzie di comunicazione come Armando Testa, Lowe Pirella, Ogilvy, Leo Burnett et cetera e redattore in un'agenzia di pubblicità specializzata.