Dall’house alla casa del Gf: Tommy Vee si racconta

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Dall'house alla casa del Gf: Tommy Vee si racconta
Airplane Europe srl
Dall'house alla casa del Gf: Tommy Vee si racconta
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«Not everyone understands house music, it’s a spiritual thing, a body thing, a soul thing». Eddie Amador nel ’97 rimarca a ripetizione il significato della musica house, genere che prese piede nella Chicago anni ’80.

E’ house la parola chiave del successo di Tommy Vee, dai primi giradischi suonati in casa alla casa di produzione sino ad avventurarsi nella Casa per antonomasia.

 

 

Ti hanno regalato il primo giradischi all’età di soli 14 anni: che cosa ha mosso la tua curiosità di voler sperimentare con i giradischi?

I primi video hip hop che passavano su DeeJay television (prima di Videomusic e MTV)! Li vedevo scratchare e lo trovavo molto divertente. All’epoca nessuno ne parlava, soprattutto a Venezia.

Quali sono gli artisti di musica house/dance che ti hanno maggiormente ispirato?

Sono molti, ma per citare i più importanti direi Knucles,Vega, Sneak, Morillo, Full Intention, Daft Punk, Cassius, FatBoy Slim, Basement Jaxx, Groove Armada…

Hai un posto preferenziale per produrre le tue tracce? Oggi che strumenti usi per i tuoi remix e produzioni?

Il Moltosugo studio. Per le produzioni utilizzo sia Logic che Ableton.

Una grande emozione è la tua memorabile apertura al concerto di Laura Pausini nel 2007: com’è stato salire sul palco prima di lei?

E’ stato appunto emozionante. Un onore ed una occasione irripetibile per me, c’erano settantamila persone mentre mettevo musica.

Sicuramente sin da subito i tuoi pezzi sono rimasti impressi a molti, ma il tuo volto si è reso noto principalmente grazie alla partecipazione della quarta edizione del Grande Fratello: ci puoi raccontare quest’esperienza? Come hai deciso di candidarti? Le tue aspettative sono state soddisfatte?

Ci sono entrato dopo 3/4 anni intensi di produzioni e successi internazionali che mi avevano un po’ consumato. Mi riferisco all’epoca di Moony, Db Boulevard, Moltosugo etc. Un’amica mi convinse a fare il provino e nel giro di un paio di mesi mi ci ritrovai dentro. Ho vissuto quell’esperienza come un’avventura, come un viaggio, una sfida. Tutto quello che è accaduto dopo è successo per caso, niente era stato pianificato, anche perché prima di entrare non puoi sapere come ne uscirai…sono stato fortunato.