Liberate i fondi sepolti dai burocrati dalla Villa Romana Di Casignana

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Liberate i fondi sepolti dai burocrati dalla Villa Romana Di Casignana

Liberate i fondi sepolti dai burocrati dalla Villa Romana Di CasignanaTutti la chiamano Villa Romana di Casignana, esimio Ministro Bonisoli. Ma villa non è. A meno che 12 ettari di area archeologica vogliamo insistere a chiamarli Villa. Io opterei per un più logico Città.

Già! Tra i tremila mq “restituiti” alla luce e il resto ancora sepolto, nella piccola cittadina della Locride palpita un patrimonio dell’Umanità che, per ricchezza e bellezza, non ha nulla da invidiare ai più noti e meno estesi siti  già consegnati al mondo.

Nobile e vivo, il complesso residenziale e termale di Casignana stordisce con la magnificenza dei mosaici e degli impianti che, galoppando i millenni, ci hanno raggiunti in questo tempo di ignoranza e arroganza, per ricordarci quanto siamo miseri.

Eppure, questo tesoro, accumulato dal I al VI secolo d.C.,  è ostaggio di una qualche scrivania ottusa di un altrettanto ottuso ufficio “dirigenziale”, che conserva, neanche fossero i risparmi della vedova, ben duemilionicinquecentomila euro.

Una sovvenzione “europea” che giace da ben sette anni fra papielli e firme mai autorizzate, mentre il grande complesso architettonico sopravvive come un reduce senza pensione e senza stampella.

È bella, accidenti! In ognuna delle centinaia di migliaia di tessere colorate dei mosaici di sale e servizi.

E, ora, magari, si aspetta che glieli elenchi, i mosaici da orgasmo che abbellano la “Villa”.

Invece, no! Preferisco farLe una confidenza che, considerate le contrade su cui sorge questa magnificenza, probabilmente aiuta meglio la causa e stuzzicherà il Suo interesse politico: i proprietari che si sono succeduti dal I al VI secolo erano tutti “ndranghetistorum” o “ndranghetistibus” che dir si voglia.

Quindi, la vogliamo confiscare, per favore, questa proprietà appartenuta a chissà quale Pater Famigghjiam e, poi, restituirla, restaurata e recuperata, all’Umanità a cui appartiene? Tanto, qui, se non si classificano come beni mafiosi, i tesori di questa terra di Calabria, non se li ca*a nessuno!

Ministro Caro, ci pensi: la Villa respira a fatica, ormai. Non la faccia morire! Ha percorso troppi millenni nel silenzio del Palazzo…