Altro che vezzo da salotto: la poesia di Simone Mestroni è un’arma di periferia

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Simone Mestroni, un ragazzo di 29 anni del quartiere Di Giusto (quartiere complicato ed aspro alla periferia est di Udine), non ha un master universitario da sfoggiare: si è diplomato alle serali all’età di 24 anni, mosso da spirito di redenzione per un trascorso di vita non sempre lineare e attualmente disoccupato.

Eppure, Simone è riuscito laddove eccellenti professori universitari hanno fallito. Ha fatto conoscere e amare la poesia a tutti, ma proprio a tutti: non all’élite accademica e benestante, ma a quei cittadini normali che, per arrivare a fine mese, fanno gli straordinari sul posto di lavoro, fanno la fila per pagare le bollette e comprano la pasta al discount. In questo vi è poesia.

Chi fosse scettico sul binomio periferia-poesia, provi a dare un’occhiata al progetto Città della Poesia, creato dal poeta della periferia Simone Mestroni, che realizza volti di scrittori e scrive poesie sulle saracinesche e sui muri della città di Udine.

«L’idea è quella di creare delle gallerie d’arte poetica di strada a cielo apertoafferma Mestroni, in alternativa alla cultura istituzionale o borghese, proponendo quindi una forma di arte che, nascendo dal basso, si stabilizzi laddove è nata. Un modo diverso di fare insegnamento, riscoprendo la letteratura europea proponendo autori che le masse possono conoscere poco, come L.F. Céline, Marina Cvetaeva, Jacque Prevert, Izet Sarajlic…tanto per far degli esempi».

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Tutta la bellezza del progetto non risiede certo nella poesia di strada, bensì nel metodo con cui la stessa viene comunicata, trasmessa e rappresentata, perché, come afferma Simone, «quello che conta è non lasciare che la poesia muoia».

«Oggi le grandi case editrici promuovono giovanissimi poeti improvvisati, banali, tutti uguali fra loro ma che vantano sui profili social decine di migliaia di seguaci dato che, per le spietate logiche di profitto, essi si traducono in potenziali compratori, dichiara senza peli sulla lingua il poeta udinese. Il trionfo della quantità sulla qualità, purtroppo. Ed è per questo motivo, che ho deciso di pubblicare i miei versi in strada, scrivendoli spesso sopra muri già imbrattati, che recupero ri-tinteggiandoli e scrivendoci sopra delle poesie, in modo tale da tenere lontani gli imbrattatori».

Grazie ad uno stile elegante, romantico e accurato, il progetto di Simone Mestroni si sposa perfettamente alla delicata armonia del centro storico udinese ed è così che la poesia ha conquistato anche il centro cittadino.

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L’iniziativa ha riscosso subito il plauso di tutti gli schieramenti politici, dei cittadini e dei commercianti, ben oltre l’immaginabile.

Soddisfatto, Mestroni dichiara: «Molti mi fermano per strada, per ringraziarmi di ciò che faccio per la nostra città. Al di là del guadagno economico delle mie opere, la ricompensa di questo lavoro è l’affetto e lo stupore con il quale la gente si approccia, magari per la prima volta, alla poesia attraverso le mie opere».

Per il futuro Simone sogna di girare l’Italia («il Paese che amo e dove Dio mi ha permesso di vivere»), realizzando e vivendo delle sue opere.

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Autore del libro “Nazislamismo” (Ed. Solfanelli), la cui presentazione è stata curata da Magdi C. Allam. Ho prestato servizio come Volontario nell’Esercito Italiano in gloriose Brigate quali la Brigata Alpina “Julia” e la Brigata Paracadutisti “Folgore”, per poi transitare nell’Arma dei Carabinieri ove ho raggiunto il grado di Maresciallo. L’amore per la politica sboccia sin da giovanissimo: a 15 anni venivo eletto quale Presidente del Circolo “Sergio Ramelli” di Azione Giovani di Avetrana (TA), la mia città d’origine.cOggi, sono Consigliere Comunale e Capogruppo Consigliare per “Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale” a Tarcento (UD).Fermo sostenitore dello IUS SANGUINIS, quale elemento necessario di coesione sociale e culturale, sono stato il primo politico del Friuli Venezia Giulia a raccogliere firme per poter presentare una petizione contro la proposta di legge per la cittadinanza italiana agli immigrati denominata “IUS SOLI TEMPERATO – IUS CULTURAE”.