Dalla Chiesa: “L’omicidio di mio padre? Deciso a Roma”

12
382

Oggi, 3 settembre 2018, 36 anni fa, moriva il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, all’epoca prefetto a Palermo: con lui, a bordo di una A112, venne assassinata la compagna Emanuela Setti Carraro. La loro automobile fu affiancata, in via Isidoro Carini, da una BMW, dalla quale partirono alcune raffiche di Kalashnikov AK-47 (nello stesso momento l’auto con a bordo l’autista e agente di scorta, Domenico Russo, veniva affiancata da una motocicletta, dalla quale partì una raffica che uccise Russo). Per il triplice omicidio furono condannati all’ergastolo come mandanti i vertici di Cosa Nostra Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Pippo Calò, Bernardo Brusca e Nenè Geraci. Carlo Alberto Dalla Chiesa fu un uomo delle istituzioni e operò nelle questioni più rilevanti e scottanti nazionali: seguì le indagini sull’omicidio del giornalista Mauro De Mauro, collaborò con il celebre commissario Boris Giuliano nella Squadra Mobile di Palermo, arrestò Renato Curcio delle Brigate Rosse, stringendo il cerchio intorno alle Bierre all’epoca del sequestro Moro. Fu insignito di medaglia d’oro al valore civile alla memoria. Vi proponiamo l’intervista a cult a sua figlia, Rita Dalla Chiesa, che ci parla di suo padre e della sua carriera (Redazione)

Mi racconti un aneddoto off degli inizi della tua carriera?

Quando ho cominciato a fare tv, stavo da poco con Frizzi, lui conduceva già “Tandem”. Mi ricordo che si metteva dietro le telecamere e ogni volta che si accendeva la lucetta scappava da una parte all’altra facendomi capire quale mi stesse inquadrando! (ride n.d.r.). È stato lui a insegnarmi come stare davanti alle telecamere. Mi ha detto: “sii sempre te stessa, anche col mal di testa, la coda di cavallo, o senza trucco”.

Tu hai iniziato come giornalista…

Sì, scrivevo per Gioia e Donna moderna. E poi avevo una rubrica su Epoca, “Affari di famiglia”, che fra l’altro ricomincerà a giorni su Visto.

Una notizia in anteprima…

Sì, non lo sa ancora nessuno (ride)

Nel 1983 sei approdata alla tv, appunto, con il programma “Vediamoci sul Due”, dove hai conosciuto l’amore della tua vita. Con Fabrizio è stato amore a prima vista?

Per lui sì, io invece ci ho messo un po’ per via della differenza di età. All’epoca non c’erano ancora matrimoni con divari di età così forti, e anche se io sono sempre stata ribelle, ho dovuto fare un percorso prima di accettare che questa storia stesse diventando importante.

Oggi riavresti una storia con un uomo più giovane di te?

Certo, quelli della mia età mi annoiano! (ride) Molto meglio una persona più giovane. Non dico di trent’anni, ma comunque più giovane. Dai giovani c’è molto da imparare, e questo non basta mai, a qualunque età. Molti ragazzi mi scrivono “per me sei come una zia”. È bellissimo!

Fabrizio si è appena risposato, e si è parlato della tua assenza al matrimonio. C’è stato un momento in cui avresti voluto tornare con lui?

Sì, molte volte. Fabrizio è una persona che non si può non amare, la più perbene che io abbia mai conosciuto. Ho avuto nostalgia di lui, delle cose belle che abbiamo vissuto mille volte. Però poi mi sono arresa all’idea che comunque io ho avuto il mio passato, e oggi è giusto che lui viva il suo presente.

E’ una bella dichiarazione anche questa…

E’ amore anche lasciar libere le persone di vivere la propria vita.

Tornando alla tv, hai condotto proprio con Fabrizio “Pane e marmellata”, un programma per bambini grazie al quale vieni notata dalla moglie di Arrigo Levi e approdi a Fininvest.

Sì, la moglie di Levi guardava sempre “Pane e marmellata”, e mi propose al marito per la prima rubrica di approfondimento Fininvest. Io all’inizio ero convinta, sbagliando, volessero incontrarmi per intervistarmi sulla vicenda mio padre. In quella scelta mi aiutò Maurizio Costanzo. Mi disse “è il momento giusto, fa’ il salto”. Ed lo feci, passando dalla Rai a Fininvest. Arrigo e Maurizio sono stati i miei più grandi maestri.

Tanti programmi di successo, come “Il trucco c’è” con Diego Dalla Palma, ma innegabilmente sei entrata nel cuore di tutti con “Forum”.

Sì, Forum me lo sono cucito addosso, soprattutto nella seconda parte. Infatti abbiamo fatto ascolti tali da andare in onda su Canale 5 e anche con uno sportello pomeridiano su Rete4.

Manchi tanto alla trasmissione! Io ho provato a dargli un occhio: ha un sapore completamente diverso.

E’ un’altra trasmissione, condotta benissimo da Barbara Palombelli. Non ho motivo di esserne gelosa.

E’ spiaciuto non vederti allo speciale per i 30 anni del programma.

Quello è stato un pugno nello stomaco. Avrebbero dovuto evitare di chiamare quella puntata “30 anni di Forum”. Mi hanno detto addirittura che hanno mandato in onda puntate condotte da me, ma coi miei interventi tagliati. Francamente questo non lo capisco.

Una volta hai detto “faccio sempre le scelte sbagliate nel momento più sbagliato”. Qual è la scelta più sbagliata che hai fatto?

(ride) questa!

Anche se in realtà non è dipesa totalmente da te…

Sai, prima di lasciare il programma, ho saputo con dispiacere che Fabrizio e Marco non sarebbero stati confermati. Per me è stato un colpo. Poi ci sono state anche molte voci di corridoio secondo le quali “Forum” sarebbe stato sospeso. Ho sbagliato nel non andare alla fonte, anche perché io sono visceralmente legata a Mediaset. Ma questo è il motivo per cui ho accettato la proposta di Cairo, a cui sono rimasta legata pur non avendoci lavorato. Io e lui avevamo una concezione diversa della messa in onda: lui voleva una trasmissione alla Forum, io non sarei mai andata contro il mio programma di sempre. Andarmene da Canale5 prima, e da La7 dopo sono state due scelte coraggiose, alla mia età non facili.

Altra tua frase: “non ho alcun talento nel frequentare i famosi posti giusti”. Un posto giusto che non frequenti?

I salotti romani stile “Grande bellezza”. Quel film è meraviglioso, perché racconta la solitudine che puoi vivere in una città come Roma, frequentando certi ambienti.

Ti riporto una tua frase che mi ha fatto sorridere. “preferisco chi mangia piccante, vuol dire che mette passione anche nell’intimità”. Che rapporto hai col sesso? 

Meraviglioso! (ride) Credo sia una cosa molto importante, che ti faccia stare bene. Certo, non quello inutile e fine a sé stesso. Devi amare, almeno dal mio punto di vista. Devo amare, perché ci sia il tutto. E quando c’è è bellissimo.

Se poi si mangia piccante ancora meglio…

A me dà fastidio l’uomo a dieta, mi fa paura. Io non mangio carne, ma voglio mangiare la pasta, le pizze rustiche, formaggi saporiti. Mi piace la vita. Un bel piatto di pasta al pomodoro con l’olio piccante sopra, per me, è impagabile!

Una data che è rimasta impressa nella tua vita è il 3 settembre 1982, quella dell’omicidio di tuo padre, Carlo Alberto Dalla Chiesa. Posso chiederti cosa ricordi di quel giorno?

La solitudine nella quale mi sono sentita proiettata nel giro di mezzo secondo. Io ho saputo di questa cosa da un giornalista del Tg2, non dai carabinieri, che sono la mia famiglia, la mia anima, il mio cuore, il mio tutto. Evidentemente al comando generale in quel momento c’era qualcuno che non amava mio padre. Mi sono seduta sotto la doccia e ho passato metà nottata lì, inebetita. La mattina dopo sono arrivata a Fiumicino, mi sono fatta il biglietto per Palermo. All’epoca ero solo giornalista di carta stampata, nessuno mi riconosceva. Mi hanno detto “signora, non c’è un posto perché stanotte hanno ammazzato il Generale Dalla Chiesa”. Ed io ho detto “era mio padre”, e allora il posto è saltato fuori.

Il racconto che Riina ha fatto sulla strage di via Carini è tremendo. Se ne è tornato a parlare anche nei giorni scorsi.

Non riesco a capire se sia vero. È possibile che io debba venire a sapere la verità non dai magistrati, non dai giudici, ma da Totò Riina? Che peraltro parla soltanto adesso! C’è qualcosa di strano, come tutto quello che riguarda la morte di mio padre.

La cassaforte, anche…

Tutto! È tutto molto strano. Hanno fatto film su come si sia arrivati al 3 settembre. Io ne farei uno dal 3 settembre in poi, sui tanti misteri che sono rimasti tali: la borsa di mio padre, i documenti spariti, chi è entrato nella prefettura quella sera invece di buttare un lenzuolo su mio padre? Mio padre è morto in una strada molto affollata, eppure un lenzuolo per coprire mio padre ed Emanuela (Setti Carraro, la seconda moglie del Generale Dalla Chiesa) nessuno l’ha buttato dalla finestra. E chi è entrato a Villa Pajno quella sera? Cos’ha preso? Dov’era la chiave della cassaforte? Nella cassaforte abbiamo trovato una scatola vuota, c’erano i gioielli di Emanuela, ma non i documenti di mio padre. La scrivania di mio padre era sempre piena di carte, scartoffie. Quella sera non c’era un foglio, era perfettamente pulita. Quando mio zio, fratello di mio padre, disse al procuratore “dovete farci capire cosa sia successo” lui gli rispose “non mi gioco di certo le ferie per questo omicidio”…

Allucinante… Da chi vorresti delle risposte?

Dallo Stato. Tutti mi dicono “continui ad andare a Palermo, ad amarla”. Certo, io non dovrei vivere a Roma, dove è stato deciso il tutto! Non a Palermo, dove sono solo state armate le mani.

Sei sempre più convinta che la mafia abbia ucciso tuo padre su commissione…

Certo. Politica……..

Qual è la cosa che più ti manca di tuo padre?

Mi mancano la sicurezza che mi dava, il senso di giustizia che si portava appresso. Il ruvido della sua divisa quando l’abbracciavo, mi manca la sua telefonata serale, mi mancano tante cose. Io ho avuto un padre, non il generale Dalla Chiesa. Mi manca mio padre

(Gabriele Lazzaro)

LEGGI ANCHE: Rita Dalla Chiesa: “Io sono stata molto trasgressiva”

12 Commenti

  1. saming , premesso , non sono siciliano , ma è bene chiarire :sono nati più grandi uomini in sicilia che in tutto il nord italia , gli unici grandi uomini che risiedono o risiedevano al nord , provengono tutti dal sud o figli di gente del sud(visto che tu parli di generazioni , poi i delinquenti e cretini nascono ovunque , basta guardare te) . venendo al fatto , tutti grandi omicidi (di persone importanti) sono stati decisi a roma , i mafiosi liberamente e senza ordine di roma, si possono ammazzare solo tra di loro .

  2. si,credo anch’io che i mandanti dell’omicidio del generale fossero a Roma;comunque,non va dimenticato che il generale era massone ed iscritto alla loggia P2.Qualcosa forse significa,questo fatto

  3. Rispetto per un uomo che ha dato la sua vita per una certa parte d’Italia…non per certi politici che hanno tramato perchè fosse ucciso.Uno dei tanti misteri italiani che rimarranno tali (come Ustica).

  4. Purtroppo quando un leale servitore dello Stato viene mandato a scoperchiare le fogne, chi è uscito dalle fogne trema ed allora dà incarico ai suoi amici di porre rimedio. Così il leale servitore dello Stato viene assassinato e chi è uscito dalle fogne resta a governare!!!

  5. Il generale Dalla Chiesa è stato ucciso dalla sua dabbenaggine. Egli nonm avrebbe dovuto avere accanto a se o nel suo staf alcun siciliano, nemmeno di origine, ma solo altoatesini o friulani.
    Così quelli chje l’ hanno ammazzato non avrebbero potuto conoscere alla perfezione, come è dimostrato, i suoi movimenti.
    In un ambiante altamente malavitoso e marcio, come Palermo, attorniarsi di gente del luogo è statop un grfande errore. Lui, come generale dei carabinieri, avrebbe dovuto prendere quelle elementari precauzione fra cui, non ultima, non viaggaire nella stessa vettura con la giovane e bella moglie.

    • o sei innocentemente fuori strada oppure sei uno che sparge fumo su questioni su cui occorrerebbe soffermarsi con un po’ più di buon senso e intelligenza. I pregiudizi e i luoghi comuni servono normalmente per non giungere mai alla verità e mettere sotto il tappeto il vero marcio.

  6. Ha ragione.Ho sempre pensato che il Sud è la mano armata della mafia.Il cervello è a roma.

  7. Il generale è stato ucciso per prima cosa a causa della voluta negligenza di Oscar Luigi Scalfaro, che infatti la mafia ha premiato, con la strage di Capaci, facendolo salire al Quirinale. O. L. S. l’ unico, con Fo, ad aver giurato fedeltà alla Rsi divenuto poi un’ icona della sx, tanto da essere celebrato all’ Anpi di Novara.Il suo merito? Aver tremato contro la Costituzione per far cadere S. B.!

Comments are closed.