Antonio Pedretti, pittura ai margini della verità

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La pittura di Antonio Pedretti tra figurazione e informale

La pittura di Antonio Pedretti tra figurazione e informaleAi margini del bianco: questo il titolo della personale di Antonio Pedretti a Palazzo Ducale di Genova, che inaugurerà oggi alle 18 e resterà aperta fino al 23 settembre.

Curata da Angelo Crespi in collaborazione con la galleria MAG di Como di Salvartore Marsiglione e la Società Promotrice delle Belle Arti della Liguria, Ai margini del bianco denota un atteggiamento che ognuno di noi, chi più chi meno, sperimenta quando mette fra parentesi gli affanni e le distrazioni grandemente effimere della vita attiva di città e si approssima a quei paesaggi liminari che dalle periferie sfumano progressivamente nelle metropoli oppure dominano quell’”altro mondo” che è il bosco.

Antonio Pedretti (Gavirate, Varese, 1950) è un pittore che ha consacrato la propria produzione al paesaggio operando nell’ambito della tradizione del naturalismo lombardo, ma sbaglierebbe chi intendesse le 20 opere inedite del Maestro, quasi tutte di grande formato, esposte nella Sala Liguria di Palazzo Ducale, come una pittura tributo dello storico en plein air  di memoria impressionista: niente di più sbagliato,’chè al contrario il suo è un dipingere en plein âme, dentro l’anima.

Paesaggi dell’anima dunque? Assolutamente no! L’approssimarsi ai margini del bianco è lo stesso cammino che noi comuni mortali intraprendiamo quando vogliamo cogliere la verità: non ci arriveremo mai, ma ogni volta ci avviciniamo. Siamo lì, nelle zone interstiziali, tesi  a “quell’inesprimibile porzione di natura e di sé che muta col mutare della luce e delle stagioni” nello sforzo di cogliere quella “vischiosa prima materia”, citando le parole del curatore della mostra, che, come la verità, si nasconde ma non troppo.