Chiara Taigi: “Il canto? 80% di intelligenza e 20% di voce”

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Chiara Taigi, soprano di fama internazionale, è un’artista poliedrica, versatile, profonda, espressiva e molto raffinata. La sua carriera è costellata da grandi successi. Continua a regalare incredibili emozioni al suo pubblico. In occasione del 34° Festival Internazionale di Mezza Estate, nella notte di Ferragosto, ha offerto un’interpretazione appassionata e commuovente di Suor Angelica di Giacomo Puccini. Ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo ed ha portato il canto lirico anche in tv in RAI (Domenica IN, Uno Mattina in Famiglia, Community), TV 2000 e  BBC, superando i confini del teatro per arrivare direttamente nelle case del suo pubblico.

 Cos’è per te la musica e quanto conta la spiritualità interiore nel canto lirico?

Tutto! Il canto esprime la nostra interiorità. Non potrebbe esserci emozione senza un sentimento che possa sfociare in una spiritualità completa e sentita. Sentita vuol significare  un vero vissuto.

Tecnica, musicalità, potenza: quanto sono importanti nella lirica?

Prerequisiti fondamentali sono: la voce, il ritmo e lo studio. Sicuramente, se non si hanno mezzi vocali adeguati, si devono avere i mezzi intellettivi. A coloro che desiderano intraprendere lo studio del canto, dico sempre che serve l’80% di intelligenza ed il 20% di voce.

Quanto tempo dedichi allo studio?

Non ci si stacca mai dal pezzo. Come respirare l’aria, non si può mai quantificare il perfezionamento di un personaggio.

Un episodio off, mai raccontato fino ad ora, legato ai primordi della tua carriera?

Lo racconterò nel mio libro delle memorie.

Un aneddoto o una curiosità da backstage sulla tua carriera?

Al teatro Köln, mi è caduto in testa un siparietto creandomi un’emorragia negli occhi e l’opera veniva ripresa in diretta tv. Dovetti dormire tutta la notte in ospedale a testa in giù per essere in condizioni normali per la ripresa. Altrimenti,  avrei fatto il Ballo in Maschera con gli occhi iniettati di sangue.

Che significa per te portare il canto lirico anche in tv?

Significa portare il teatro nei luoghi in cui ci sono tante persone che non possono raggiungere il teatro.

Suor Angelica è un’opera molto drammatica e spirituale. Come ti sei preparata per immedesimarti nel personaggio?

Con un ritiro lontano dal mondo, dai rumori e dalle notizie, lasciando spazio alle ispirazioni del mio cuore.

Cosa ti affascina di Suor Angelica?

E’ una storia vera e si viene travolti dell’emozione di una grandissima orchestrazione. Inoltre, usa degli strumenti bellissimi come il glockenspiel.

Quali sono le tue opere preferite di Verdi e Puccini?

Di Verdi adoro Otello, Aida, Attila, mentre di Puccini Tosca, Manon Lescaut, Le Villi, Il Tabarro.

Come si è evoluta oggi la lirica?

Per un lato, diventando pop lirico, dopo le grandi coppie pop e lirica. Poi, un’evoluzione interessante è la lirica classica nel web per consentire una diffusione più moderna dello spettacolo e per invitare al desiderio di vivere la stessa emozione che si vive in un vero teatro.

 Il sogno nel cassetto già realizzato?

Cantare con Placido Domingo diretta dal Maestro Muti. Uno dei sogni che ho realizzato, ma certamente ce ne sono molti altri: Zubin Metha, Giuseppe Sinopoli. Non è semplice elencarli, ma direi che il sogno era poter cantare con tutti questi grandi maestri ed interpreti.

Il sogno nel cassetto da realizzare?

Tra il serio ed il faceto, arrivare a cantare fino all’età di oggi di Placido Domingo!