Errare è umano, perseverare diabolico

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Fonte: ilgiornale.it - Foto Marco Alpozzi/LaPresse 15 agosto 2018 Genova, Italia Cronaca Genova, crollo Ponte Morandi: foto notturne Nella foto: Il ponte crollato visto dal lato di via Canepari Photo Marco Alpozzi/LaPresse August 15th, 2018 Genoa, Italy News Bridge collapses on Genoa highway
LaPresse

Sono passati 49 anni dal primo sbarco sulla luna: navighiamo nello spazio senza problemi, ma a casa nostra ormai non siamo più al sicuro.

È ancora davanti agli occhi di tutti quanto accaduto a Genova e lo sdegno è ancora vivo dentro di noi. Il Ponte Morandi crollato non è solo un esempio lampante delle tante falle e incurie del nostro Paese, ma è la conferma che troppo spesso la leggerezza la fa da padrona. In tutto. Nel 2018 una cosa del genere è impensabile. Nel 2018 tutto questo poteva essere evitato. Doveva essere evitato. Un ponte che già da tempo presentava dei problemi. Diverse segnalazioni da parte dei cittadini che si erano visti sbriciolare addosso calcinacci. Crepe che erano state “pecettate” per tenere sotto occhio la situazione. Forse un occhio cieco mi viene da dire. Nonostante tutto questo, la viabilità era permessa. Nonostante tutto questo abbiamo assistito al crollo e alla perdita di 43 civili. Innocenti. La cui unica colpa è stata quella di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato. La cui unica colpa è stata quella di sentirsi al sicuro a casa loro. Nella propria città. Chi pagherà per quanto accaduto? Polemiche, revoche di concessioni e pezze a destra e manca. Sempre troppo tardi. Sempre dopo che ci scappa il morto. Finirà tutto a tarallucci e vino? Il sentore è quello. Viviamo in un Paese in cui ci fanno pagare tutto, tra un po’ anche l’aria che respiriamo, e non sanno mantenere alto il livello di sicurezza. Nemmeno delle strade che percorriamo. Il Presidente della Camera Roberto Fico il giorno dei funerali, il giorno del cordoglio, il giorno dell’addio, il giorno della consapevolezza, ha chiesto scusa a nome dello Stato. Scuse doverose ma che sinceramente risuonano fuori luogo. Dov’era lo Stato prima? Perché non si è fatto niente? Perché bisogna sempre aspettare la tragedia per scoprire che le cose già non andavano da tempo? Qualcuno ha persino detto che “fortunatamente” il periodo estivo ha contenuto la gravità del disastro. Certo perché se fosse avvenuto in pieno inverno con una città piena di gente sicuramente le vittime sarebbero state molte di più. Ma ci rendiamo conto? Miei cari signori politici, ben saldi alle vostre poltrone, qui il problema non sta nelle 40, 20, o 100 vittime innocenti, qui il problema sta nel fatto che troppo spesso si chiudono gli occhi e si rimanda a domani quello che si dovrebbe fare oggi. Una vita persa, per vostra incuria e mancata capacità gestionale, ha la stessa importanza e lo stesso valore di 1000 vite. Lo Stato dovrebbe proteggere i propri cittadini. Sempre. Non il contrario. Qui non si parla di errore umano o di fatalità, qui si parla di menefreghismo e pressapochismo. Ricordate signori, errare è umano, perseverare è diabolico.

[immagine di copertina: ilgiornale.it – Ph. Marco Alpozzi/LaPresse: Il ponte crollato visto dal lato di via Canepari. 15 agosto 2018 Genova, Italia – foto notturne]