Arnaldo Magnani, una vita catturando le Stelle

0

Questa è la storia, anzi, la favola di un ragazzo che partì un giorno da un paesino della Romagna e conquistò un regno: quello di Hollywood.

Quel ragazzo si chiamava Arnaldo Magnani e si è spento pochi giorni fa, ad ottantuno anni, in una clinica di Cesena.

Arnaldo era partito per l’America in cerca di fortuna nei primi anni Sessanta, facendo come da copione mille mestieri, ma la sua vocazione era sempre stata la fotografia e ben presto, con una macchina fotografica tra le mani, diede inizio ad una lunghissima avventura che lo ha portato a conoscere, immortalare e diventare amico di tutti i grandi dello Show Biz internazionale. Da Jack Nicholson a Sharon Stone, da Dustin Hoffmann a Mohamed Alì, da Bruce Springsteen a Sylvester Stallone, a Megan Fox, a Michelle Pfeiffer passando da Federico Fellini ed Andy Wharol che, nel 1975 gli suggerì di aprire, nella natìa Cesenatico, un locale secondo gli stilemi newyorkesi.

Nasceva così il Cafè degli Artisti, oggi gestito dal figlio Mario, che è diventato in poco tempo un locale storico e conosciuto in tutta la riviera adriatica, nonché scrigno preziosissimo di gran parte dei ricordi di una vita. Alle sue pareti e persino sul soffitto è possibile ammirare, oltre alle immagini della storia professionale di Arnaldo, anche i cimeli regalatigli, con dedica, dagli amici più cari: dai guantoni di Mohamed Alì, alle chitarre di Bruce Springsteen e B.B. King, alla chitarra dei Rolling Stones, solo per citarne alcuni.

Nel gennaio del 2000 è stato il primo fotografo italiano della storia a conquistare la prestigiosa copertina di Life con l’ultima foto scattata a John Fitzgerald Kennedy junior e nel 2010 aveva ricevuto, a New York, il Grant Paparazzi Award, l’Oscar dei paparazzi.

Arnaldo Magnani e Sylvester Stallone

Nonostante il successo planetario e gli innumerevoli scoop venduti in tutto il mondo, Arnaldo Magnani è rimasto fino all’ultimo una persona semplice e schietta e, come tutti i “Grandi”, non amava darsi arie. Sempre presente – quando non era a caccia di scoop negli States – nel suo Cafè degli Artisti, era una cornucopia stracolma di aneddoti e curiosità sui grandi divi italiani e americani che aveva visto da vicino.

Proprio l’anno scorso i suoi ottant’anni erano stati celebrati con la mostra La mia Hollywood – Una vita inseguendo le stelle: una selezione di ottanta tra i suoi migliori scatti di una carriera fin troppo simile ad un sogno.