I turisti, gli artisti e il grand tour nell’Italia dell’800

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Michelangelo Pacetti: Veduta della Chiesa di Santa Agnese, 1857, olio su tela
Carlo Labruzzi: Paesaggio con strada e viandanti, Ultimo quarto del XVIII secolo, olio su tela

Estate. Tempo di vacanze, viaggi, scoperte di bellezze. E nel nostro paese non mancano.

Ogni regione, città, piccolo borgo, ne offre in quantità. Prendiamo, ad esempio, Montepulciano, terra storica immersa in campagne solari e affascinanti. Se ci rechiamo in quella cittadina, rimaniamo abbagliati dalle bellezze naturali e urbanistiche.

Talmente sorprendenti da aver spinto dall’Ottocento viaggiatori provenienti da ogni parte d’Europa ad affrontare il grand tour per ammirarle e decine di artisti a immortalarle.

Persone di ogni ceto, intellettuali del tempo attratti da Roma, che intanto si fermavano nei centri più accoglienti del tragitto. Oggi una bella mostra affronta il tema del tour ottocentesco in Italia, soffermandosi su Montepulciano e Roma e scoprendo anche affinità iconografiche tra le diverse rappresentazioni.

Gaspar Doghet: Paesaggio con rovine romane, Seconda metà del XVII secolo, olio su tavola

Montepulciano e la Città Eterna si intitola la mostra, aperta sino al 7 ottobre nel Museo Civico Pinacoteca Crociani di Montepulciano.

Una novantina di opere (oli, disegni, acquerelli, incisioni, oggetti) di artisti poco noti, ma geniali, ci accompagnano in un viaggio ideale per la città, i dintorni, sino a Roma.

Facciamo tappa a Montepulciano. Eccola arroccata sulle colline con i suoi campanili in una grande tela secentesca di quasi tre metri per due dal titolo Panorama di Montepulciano (conservata a Palazzo Cervini, proprietà di UBI Banca): unica testimonianza dell’epoca con il suo territorio coltivato e le piccole case sparse.

Michelangelo Pacetti: Veduta della Chiesa di Santa Agnese, 1857, olio su tela

Ma è l’Ottocento che si incanta davanti alla cittadina, riprendendola da ogni lato e in ogni edificio o piazza. Ecco la Chiesa di Sant’Agnese dipinta nel 1857 da Michelangelo Pacetti con le sue linee nitide e squadrate, la vivace vita del tempo, in cui uomini, animali, carri, si mescolano in un insieme pittoresco. Sembra di sentire l’odore di quella terra, il cicaleccio, lo scalpitio. Sullo sfondo, i due laghi, del Trasimeno e di Montepulciano.

Ranieri Rossi: Porta a Santa Maria dei Servi, Seconda metà del XIX secolo, olio su tela

Ed ecco la veduta di una Porta cittadina, distrutta durante la seconda guerra mondiale, dall’interno della chiesa di Santa Maria dei Servi: l’ha dipinta il bravo Ranieri Rossi, permettendoci di conservarne la memoria. A lui si devono anche una Veduta invernale dell’Arco del Paolino, con i rari viandanti nel nevischio e, in altre tele, i tanti sentieri verdeggianti battuti da buoi.

Italiano Zecchi: La Fortezza di Montepulciano, Ante 1881, olio su tela

La Fortezza, altro luogo intonso e poetico, ripresa nel 1866 dal livornese Pietro Della Valle e prima del 1881 dall’altro toscano Italiano Zecchi: massiccia, solitaria, silenziosa, nei dintorni solo una contadina, il suo pargolo e due capre.

Piero Calamandrei: Le Balze di San Lazzaro, 1935 – 1940, olio su tela

Così, di immagine in immagine, sotto i nostri occhi passa tutta la vecchia città  sino alle vedute novecentesche del fiorentino Piero Calamandrei, affascinato dalle Balze.

La mostra si sofferma anche su un altro aspetto interessante: il turista dell’epoca.

Oggi partiamo con pc, tablet, smart. Allora invece? Il viaggiatore si portava dietro un curioso armamentario, che la mostra espone: scrittoi da viaggio, calamai portatili, farmacie mobili contro la malaria. Non solo, ma stira-cravatte per essere alla moda, portagioielli e porta fragranze, scacchieri, pesa sterline, bussole, compassi e, naturalmente, album da disegno, scatole di colori e tavolozze. Tutto preparato con grande cura.