Ma quale junk food: tuteliamo il buono e il bello del nostro Paese

0
7
Dana Tentis Pexels License

Workshop Nodo di GordioLa XV° edizione del workshop annuale di geopolitica, organizzato dal think tank il Nodo di Gordio, ha visto una presenza preponderante dell’aspetto culturale nelle riflessioni dei panel, il tutto favorito dall’argomento principale scelto, il cibo, delizia per il palato ma anche fattore di instabilità in caso di carestia.

Il cibo è stato presentato sotto diverse sfaccettature, come gigantesco affare per le aziende del settore, come primario interesse dell’entità statuale e come cultura della buona alimentazione.

Infatti hanno partecipato all’evento giornalisti, economisti, rappresentanze diplomatiche e professori universitari per garantire una visione a tutto campo del fenomeno dell’agro-alimentare; le riflessioni culturali sono state sviluppate con meticolosità, grazie ad una giornata interamente dedicata ad esse.

Si è tenuto un panel interamente focalizzato sulle api e sul miele, in cui si sono confrontati sua eccellenza Bogdan Benko, ambasciatore sloveno in Italia ed Elena Belli, presidente dell’associazione apicoltori Valsugana e Lagorai (Apival). 

Si è partiti dall’attore principale cioè l’ape,  già elogiato nel passato da Virgilio che le assurse a modello di società perfetta, per rimarcare il ruolo fondamentale che esse ricoprono per gli equilibri ambientali mondiali. Infatti senza le api, definite dall’ambasciatore gli impollinatori più simpatici, sarebbe a rischio il  corretto ciclo delle stagioni, per il venir meno del processo di impollinazione, facendo crollare la produzione agricola. Per far aumentare questa sensibilità la Slovenia, dove operano più di 10.000 apicoltori, si è fatta promotrice dell’istituzione di una giornata mondiale delle api che sarà festeggiata il 20 maggio. Questa giornata vuole essere un punto di partenza per favorire un processo di promozione e di marketing continuativo, per valorizzare il miele come prodotto spingendo all’aumento della produzione europea, che oggi genera solo il 60% del proprio fabbisogno interno, dovendo necessariamente ricorrere alle importazioni per soddisfare la domanda. 

Sempre al cibo e al ruolo culturale che esso gioca nella nostra società è stata rivolta la presentazione del libro “ MANTENIAMOCIFORTE Formazione alla Amatriciana “ (reperibile on-line), in una location d’eccezione rappresentata dalla riva del lago di Serraia, in cui l’autore Lucio Gardin ha illustrato le motivazioni che l’hanno spinto a raccogliere le storie di resilienza della popolazione di Amatrice, nell’affrontare le innumerevoli insidie del dopo terremoto. Questa iniziativa benefica ha l’obiettivo di  ricostruire la biblioteca della città attraverso i ricavi delle vendite del libo, che saranno devoluti interamente per questo scopo.

Per concludere la giornata Gardin ha presentato il suo spettacolo teatrale “IN CIBO VERITAS L’appetito vien ridendo”, in cui utilizzando slide, giocando sugli opposti e sulla contrapposizione tra modernità e passato ha utilizzato la leggerezza dell’umorismo e la potenza della risata, per stimolare una profonda riflessione nel pubblico. Le parole sull’ultima slide di conclusione della piecè mostrano perfettamente tale  scopo : ci ha fatto ridere, ci ha fatto piangere dal ridere ma soprattutto ci ha fatto pensare.

È  grazie ad iniziative come questa promossa dal Nodo di Gordio, che la nostra cultura alimentare può ( o meglio deve ) svolgere un ruolo primario all’interno della nostra società per tutelare la nostra tradizione culinaria, con le sue eccellenze, contrapposta alla massificazione del consumo promossa dalla globalizzazione, che preferisce omologare tutti per ridurre l’uomo a mero consumatore.

Come cittadini abbiamo il compito di tramandare le nostre buone tradizioni, aiutati in questo dalle entità pubbliche affinché ci tutelino dallo junk food, favorendo tutte le iniziative di conoscenza e di promozione del bello e del buono, che il nostro paese (e continente) può offrire.