Essere di destra oggi, ecco cosa significa

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Apollo del Belvedere, Everworld Wiki – Fandom

Cosa significa oggi essere di destra? Alla ricerca di un popolo disperso e di una nazione negata (Pellegrini 2017, 228 pagine, 14,99 euro), segna il ritorno di Marcello De Angelis tra gli scaffali della saggistica politica. Icona storica della Destra Sociale, ex parlamentare, già direttore di Area e del Secolo d’Italia, De Angelis, con il suo stile raffinato ma leggero, pone al pubblico una questione fondamentale: destra-sinistra è ancora una dicotomia valida per orientarsi?

Nell’era del governo pentaleghista la risposta non è scontata e sebbene il volume sia stato scritto prima che l’esperimento giallo-verde si realizzasse, il ragionamento dell’autore continua resta attualissimo.

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Destra e sinistra sono, sì, coordinate geografiche funzionali e non ontologiche, ma nella prassi l’elettorato continua a prendere posizione in base ad esse.

Il problema semmai è che l’esperienza della destra politica nella II Repubblica si è rivelata in larga misura fallimentare e ciò ha consentito alla sinistra, nell’ambito della battaglia delle idee, di continuare a elargire patenti di cittadinanza culturale e persino di arrogarsi il diritto a stabilire cosa sia “destra” e cosa sia “una destra accettabile”: anche adesso che l’avanzata populista ha dimostrato che ciò che generalmente si intende per “destra” è ampiamente maggioritario in Italia.

E così de Angelis prova a mettere un po’ “le idee a posto” e soprattutto a richiamare la politica alla necessità di attrezzarsi per competere in futuro, con efficacia, sul terreno del confronto per l’egemonia culturale.