Come sposare un miliardario, il “colpaccio” della Sinicorni

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courtesy G. Sinicorni

Una guida pratica su come agguantarsi un miliardario. Si potrebbe riassumere così il divertente one woman show Come sposare un miliardario in scena al Teatro Franco Parenti di Milano fino al 15 luglio.

A interpretare “la fortunata” Giorgia Sinicorni, che tiene il palco con carisma e mantiene viva l’attenzione del pubblico grazie a un’interazione continua. La protagonista suggerisce alle donne in sala di imparare a memoria la lista di Forbes, in cui sono elencati i 2208 miliardari che detengono il 50 per cento della ricchezza mondiale.

Giorgia Sinicorni si è occupata anche della traduzione e dell’adattamento alla versione italiana. Comment epouser un milliardaire scritto e interpretato da Audrey Vernon nasce nel 2009 in Francia, e oltralpe ha avuto un successo straordinario superando le 500 rappresentazioni. Una trentenne stanca della sua vita precaria “da povera” racconta – la sera prima del suo matrimonio – di come sia riuscita a fare il “colpaccio”. Si sta per sposare con un uomo che ha accumulato così tante ricchezze da superare da solo il pil dei paesi poveri del mondo. Inizia così una disamina ironica e tagliente dei buoni partiti da accalappiarsi.

courtesy G. Sinicorni

I miliardari raccontati non vengono affatto mitizzati. Lo spettacolo è un’occasione per riflettere sui paradossi della nostra società e su come spesso dietro a storie di successo e ricchezza si nasconda un cinico sfruttamento dei più deboli.

Non mancano le risate (spesso amare). Colpisce l’empatia che la protagonista instaura con il pubblico che partecipa divertito. Dietro l’apparente leggerezza di Come sposare un miliardario si annida una critica al modus vivendi attuale basato sul disvalore del materialismo. La giovane sposa, preparata come un professore di economia, fa luce sulle verità del nostro sistema economico e sociale con la vaporosità di una Marilyn contemporanea. «Con la cultura non si mangia», afferma la protagonista ormai disillusa. La cultura è invece l’unica possibilità per tornare a una società più onesta in cui i valori non siano solo quelli economici.

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