Non possiamo accoglierli tutti. Parola del prof. Edmund Agbo, nigeriano

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CC0 Creative Commons
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«Non si può accogliere tutti indiscriminatamente se non si riesce a fare una politica di integrazione per chi arriva». E ancora: «Bisogna scoraggiare l’emigrazione, […] non si ottiene nulla senza sacrifici,  non basta sbarcare in Europa per avere una svolta».

Un post di Matteo Salvini?  Una dichiarazione di Orban? Macchè.

A parlare è il professore di Diritto Edmund Ugwu Agbo, in Italia sin da quando ha iniziato gli studi universitari.

Sì all’accoglienza, dice, ma che sia accoglienza vera, che permetta a chi arriva di vivere dignitosamente e di acquisire conoscenze e competenze che poi torneranno utili al suo stesso Paese d’origine.

Il professor Agbo, che è anche socio fondatore e consigliere di Steadfast Onlus per la rinascita socio-economico della Nigeria, è anche favorevole alla chiusura dei porti secondo la linea del governo italiano, a precise condizioni. Leggiamo infatti su MilanoPost che a suo dire “Bisogna disporre progetti per garantire agli immigrati una formazione di base, di istruzione e lavorativa: sarebbe un modo per permettere loro di integrarsi all’economia locale, ma soprattutto di ottenere le competenze per contribuire allo sviluppo del proprio Paese“.

Una posizione di inespugnabile buon senso:i sostenitori dell’accoglienza a ogni costo si troverebbero in difficoltà sia a dargli di razzista che di coglione. 

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Emanuele Beluffi
Milanese, dal 2008 cura mostre d'arte e scrive per i relativi cataloghi, nel 2009 inventa una rivista di critica d'arte. Dal 2015 collabora a ilGiornale OFF, spin off culturale web e cartaceo del quotidiano il Giornale. Dal 2018 è responsabile di redazione a Il giornale OFF. Ha scritto di arte su magazine specializzati. Autore, con Flaminio Gualdoni, della monografia su Andrea Mariconti (Skira editore, 2012). Nel 2016-17 collabora alla campagna elettorale di Stefano Parisi come coordinatore del Gruppo Cultura di Energie PER l'Italia, organizzando la parte culturale del programma politico. E' stato promotore editoriale (editrice Mursia), archivista in Fondazione Biblioteca di via Senato e Biblioteca d'Arte del Castello Sforzesco, redattore in un'agenzia di pubblicità specializzata.