Elia Cicero, quel limbo mentale fra luce e tenebra

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«Quando hai in mente non un sogno, ma un obiettivo, devi sacrificare qualcosa per arrivare al risultato». E’ coerente con ciò che dice, Elia Cicero, che ha affrontato una sorta di isolamento dalla “vita reale” («Scontrarsi con essa diventava sempre più difficile»), ma oggi è soddisfatto perché il suo risultato l’ha raggiunto. Si chiama Between light & dark ed è il suo primo album.

«La vita, oggi, scorre ad un ritmo talmente veloce, che a volte non riesci più a capire la direzione da prendere o cos’è giusto e cosa è sbagliato. Seguire la massa o andare nella direzione opposta? Per me Between Light & Dark è tutto questo. Il racconto di questo limbo mentale. Il pianoforte è il narratore, l’orchestra i personaggi, mentre l’ordine dei brani è il giusto ordine temporale in cui essi stessi sono stati composti».

Otto i pezzi, che racchiudono le esperienze e i cambiamenti di questo ultimo anno. Dodici mesi nel corso dei quali ha capito che era arrivato il momento di dire basta a piccole produzioni e cortometraggi («E’ iniziato tutto quasi come un gioco, ma in breve tempo questo lavoro ha assorbito tutte le mie attenzioni») per dedicarsi a un progetto più “grande”. «Scrivere questi brani è stato una sorta di percorso terapeutico per trovare le risposte che cercavo» dice il musicista di Giussano, che ha registrato tutto nel suo piccolo studio («Luogo fondamentale per fare una “fotografia” di quello che penso e scrivo»).

Beethoven, Queen, Jimi Hendrix, convivono nel bagaglio di ascolti di Elia, che ha scoperto la musica a otto anni: «Ero in un ristorante per festeggiare qualcosa con la famiglia, nel centro della sala c’era un bellissimo pianoforte a coda. Della musica non conoscevo praticamente nulla, ma sapevo che in qualche modo dovevo averne uno». Dopo la prima pianola, regalo dei genitori, e una borsa di studio per proseguire le lezioni di piano, si è innamorato della chitarra elettrica, fino a diplomarsi nel 2008 al CPM di Milano.

Lunatico e sensibile, Elia spiega che la musica, per lui, è fondamentale come l’aria che respira: «Quello che scrivo e quello che suono rispecchia al 100% ciò che sono. E’ tutto quello che vorrei dire canalizzato in note. Diciamo che nella “vita reale” indosso una maschera, ma quando entro nel “mio mondo musicale”, esprimo me stesso in tutte le sfumature».

Sul momento più difficile del suo percorso non ha dubbi: «Quando, a causa di un problema complicato alla mano, ho dovuto smettere di suonare la chitarra. E’ seguito un lungo percorso di recupero, che però mi ha aperto le porte a nuovi approcci musicali come l’orchestrazione, gli strumenti virtuali, i sintetizzatori».

Oggi dichiara che Between Light & Dark «è di sicuro solo il primo capitolo di quello che voglio fare». Ha infatti ben chiari i suoi progetti: «Scrivere musica per film e teatro, pubblicare nuovi album, registrare con una vera orchestra». E non sono meno chiari i sogni: «Collaborare con Brian May, il mio mentore per tutto ciò che concerne la mia idea di musica».