Che bello fare i solidali con la pizza degli altri

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Più di 5 milioni (dati Istat 2017): questo il numero dei poveri assoluti in Italia, il valore più alto dal 2005. E al Sud la situazione è drammatica: un abitante su dieci vive in indigenza.

Ma restringiamo il campo: Milano, “the place to be“, sabato 23 giugno 2018, la tavolata planetaria (3 km, al Parco Sempione) fortemente voluta dall’assessore Pierfrancesco Majorino.

Quale era lo scopo di questa iniziativa?“, scrive Fabrizio De Pasquale, consigliere comunale a Palazzo Marino, su MilanoPost:

Scoprire che in città ci sono 250.000 stranieri (sudamericani, filippini, egiziani etc) che sono diventati nel corso di 40 anni milanesi integrandosi con il lavoro e il rispetto delle nostre leggi? No, non era questo. Il motivo di tanto impegno e anche dell’abuso di luoghi vincolati era quello di fare il controcanto a Salvini. La tavolata è stata una autocelebrazione delle politiche di accoglienza fallimentari praticate dal vecchio governo PD e dalle giunte di sinistra. Non è un caso che alla fine sia arrivato il solito noioso e trito discorso di Saviano, oramai testimonial antiSalvini più che antimafia

De Pasquale, lo stesso giorno, ha voluto dar vita, non a una contromanifestazione, ma a un controcanto della tavolata planetaria: un pomeriggio diverso, assieme ad altri suoi colleghi, ha distribuito 500 pacchi di confezioni alimentari, per ricordare a Majorino e al sindaco Giuseppe Sala che a Milano, in quartieri difficili (“la periferia sarà la nostra ossessione”, disse il sindaco) come Giambellino, Gratosoglio, la povertà esiste e riguarda soprattutto persone anziane e sole.

Scrive Fabrizio De Pasquale: “Il Comune prima di provare ad accogliere il pianeta a Milano dovrebbe con rispetto e generosità aiutare anziani, famiglie con disabili, 50enni disoccupati e tutte le fragilità cresciute in periferia in questi anni“.

Gli organizzatori avevano presentato la mega tavolata al Parco Sempione come un evento solidale e di condivisione, per sensibilizzare la pubblica opinione sulla povertà e il rispetto dell’indigente, identificato con il migrante.

Eh sì, una tavolata solidale. In cui era vietatissimo condividere le portate, come ha testimoniato chi ci è stato.

Mi torna alla mente la semplicità del messaggio evangelico: “Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio di tuo fratello