“Gelato colorato”: non chiamatela “canzone per l’estate”

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Dj, producer, cantautori: Lemandorle hanno lanciato il primo videoclip che li vede protagonisti non solo in fase di regia ma anche davanti alla macchina da presa. Gelato Colorato, girato in studio davanti a un green screen, è volutamente semplice e dalla trama surreale, con molti interventi che Salvador Dalì avrebbe definito “automatismi psichici” e con quel mix emotivo fra malinconia ed euforia che ricorda l’ultimo giorno di scuola e l’inizio di una lunga estate.

Gelato Colorato è una canzone pop su un beat di musica elettronica che descrive quel momento della vita in cui un po’ tutti noi siamopassati (o passeremo), cioè quando ci troviamo a metà strada tra un inizio e una fine: “Siamo come quei libri per bambini, ancora da colorare, in attesa che siano gli altri a renderci noi stessi. Siamo l’estate e l’inverno. Al di là delle stagioni. Al di là dei calendari. Siamo un gelato colorato“.

Una volta in estate imperversava il “du gust is megl che one” e questo Gelato Colorato, lì davanti alla bocca come fosse un microfono, è proprio la canzone di quella stagione della vita in cui ti lasci e ti cerchi, ma non ha nulla del carattere easy listening e / o sdolcinato cui ci ha abituato il panorama musicale italiano, soprattutto estivo. Non è una canzone da una stagione e via. Gelato Colorato è, musicalmente, piuttosto “còlta”, risente molto della migliore tradizione (mi fa venire in mente Lucio Dalla e non solo per l’aspetto del cantante), ma se ne distacca grazie a certe sfumature sonore decisamente personali che sembrano rievocare certa musica che non si fa più -e mi riferisco in special modo agli anni Settanta italiani (Battisti). Che poi, Lemandorle tanto sdolcinati non sono, visto che…”Io amico tuo non lo sarò mai…forse è meglio se te ne vai!