Scrive un libro critico sull’Islam e lo “licenziano”

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Stava facendo uno sciopero della fame da tre giorni. Per tre giorni è rimasto a gambe incrociate davanti alla sede del Ministero della Difesa. Lui è Riccardo Prisciano, maresciallo dei Carabinieri, la cui storia i lettori di OFF conoscono: nel 2015 gli viene notificato l’avvio di un procedimento disciplinare per “islamofobia, xenofobia, omofobia, violazioni dei doveri attinenti al grado ed al giuramento prestato e per aver inficiato l’apoliticità della Forza Armata”.

Tutta colpa di un libro. Il suo libro, “Nazislamismo” (Ed. Solfanelli), con presentazione di Magdi Cristiano Allam. Un saggio, estensione della tesi di laurea, in cui dimostra l’incostituzionalità giuridica dell’Islam. «Ho subito tre procedimenti disciplinari di rigore, svariate denunce presso la Procura Militare […] in congedoa causa delle mie idee politiche sovraniste, patriottiche, anti-Islam, anti-aborto, contrarie alla pratica dell’utero in affitto ed alle adozioni di bambini a coppie omosessuali». 

Un ricorso al T.A.R. di Roma ha censurato i comportamenti dell’Amministrazione. Riccardo Prisciano vuole tornare a servire la Patria nell’Arma e per questa ragione da tre giorni è in sciopero della fame, davanti al Ministero della Difesa e ora davanti alla sede del Viminale.

Leggiamo dalla sua Pagina Facebook: In Italia, non si può congedare un servitore dello Stato solo per aver scritto un libro che a qualcuno non è piaciuto. Sono qui per essere ricevuto dal Ministro della Difesa per far rispettare un’ordinanza del TAR ormai passata in giudicato. Anche i militari hanno dei diritti costituzionali.

Alle ore 13.51 di venerdì 15 giugno 2018 il Viminale ha preso in carico la pratica. Oggi, giovedì 21 giugno, sappiamo che Federico Mollicone (Responsabile nazionale del Settore Comunicazione di Fratelli d’Italia e dirigente romano nella Costituente di Roma) sta preparando un’interrogazione parlamentare unitamente a Gianni Tonelli (deputato della Lega, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia) e al sottosegretario alla Difesa Raffaele Volpi per affrontare il caso a livello istituzionale.

E intanto la presa in carico del caso si estende a livello governativo: anche il Sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo (M5S) si sta interessando per risolvere il problema.