Per loro i morti di destra non meritano pietà

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ansa - anni di piombo -

Detto da un liberale -o almeno, da uno che pensa d’esserlo: se eri a destra, è più difficile ricordarsi di te da morto. Facciamo un test e rendiamo ancora più difficile la questione, riducendo ulteriormente la categoria: quante donne italiane di destra (non di centrodestra, moderate et cetera, di destra e basta. E vive, per l’amor del Signore!) vi vengono in mente a parte Giorgia Meloni e Alessandra Mussolini?

Milano, 14 maggio 1977, via De Amicis, Ph. Paolo Pedrizzetti

Bon, lasciamo stare le donne, era solo un’utile provocazione e torniamo alla più generica categoria destra: perché conosciamo a memoria tutti i nomi delle vittime “di sinistra” della lotta armata italiana degli anni Settanta e invece fatichiamo a ricordare quelli che stavano “dall’altra parte”? A Milano c’è il murale a Fausto e Iaio, in memoria di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, uccisi il 18 marzo 1978 da 8 colpi di pistola (l’omicidio fu rivendicato dai NAR, ma il pm Stefano D’Ambruoso archiviò il processo per l’insufficienza delle prove a carico degli indagati) e, sempre nella stessa città, altri tributi visivi ricordavano o ricordano le vittime “da sinistra” dello spontaneismo armato, non solo di quegli anni (ad esempio DAX, Davide Cesare, ucciso a Milano la notte fra il 15 e il 16 marzo 2003, il Tribunale condanna nel 2004 per l’omicidio Federico, Mattia e Giorgio Morbi).

Negli anni Settanta P 38 e spranghe, furono tutti vittime, morirono tutti, a destra e a sinistra. Di alcuni si preserva il ricordo, di altri meno.

Ma qualcuno prova a intervenire: il Consiglio Regionale Lombardia ha appena approvato la mozione del capogruppo FdI Franco Lucente allo scopo di ricordare nelle scuole Sergio Ramelli (militante del Fronte della Gioventù, ucciso il 29 aprile 1975 da Avanguardia Operaia)  ed Enrico Pedenovi (avvocato e militante missino, ucciso il 29 aprile 1976 a Milano da Prima Linea, il suo nome era nella lista…nera di Lotta Continua).

La proposta, passata in Consiglio col voto contrario del PD e l’astensione del M5S, intende che in occasione della ricorrenza della loro morte vengano ricordate  tutte le vittime dei cosiddetti “anni di piombo”, da una parte e dall’altra. 

Non dovrebbe essere dirimente il fatto che a sostenere la mozione sia stato il capogruppo di FdI: sembrano passati anni luce quando l’allora Presidente della Camera Luciano Violante volle “sdoganare” quella sorta di riconciliazione e condivisione del comune passato facendo volare gli stracci a sinistra.

E infatti perdura tutt’oggi questa distinzione fra caduti di serie A e caduti di serie B: perché (è una domanda retorica) c’è ancora una cultura (o incultura) politica che fa ideologia credendo di incarnare il Bene unico? Non sarebbe ora di fare cultura per davvero?, magari inserendo nei libri di testo questa parte di storia italiana che, ahimè per noi che non siamo nati nei 2000, è ormai, appunto, storia italiana da insegnare a scuola?