Quei reading della “Signora dei calzini”

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NOSTRA SIGNORA DEI CALZINI

Due calzini
uno brutto e uno bello
li compero ogni autunno.

Due calzini,
uno brutto e uno bello
si perdono: ogni autunno.

C’è un luogo, signora,
dove si perdono i calzini,
c’è, signora, in ogni casa.

La signora che vende i calzini
sorride
e ha quella certa comprensione
negli occhi:
è d’accordo con me.

Ci accaniamo
per un buon cinque minuti
io e la signora
sui calzini scomparsi
e su chi li fa scomparire.

Dopo mi sento meglio,
ma non mi volto a guardare:

la voglio pensare assorta,
la signora dei calzini,
con una certa profondità negli occhi
con una certa comprensione per me.

Perché ciò che veramente volevo dirle
ciò che veramente mi infastidisce
è che ho perso qualcosa
che ieri sera avevo capito
e che ora non so più,
non me lo ricordo.

C’è un luogo, signora,
dove si perdono i pensieri,
c’è, signora,
in ogni corpo.

Perciò ho due calzini nuovi
in borsa,
uno bello e uno brutto,
due calzini perduti
in casa,
uno bello e uno brutto,
e ho il cuore terribilmente confuso.

Alessandra Racca

da Nostra Signora dei calzini – Deluxe, Neo Edizioni, maggio 2018

***

Originalità e immediatezza le caratteristiche che più connotano Nostra Signora dei calzini, raccolta poetica di Alessandra Racca uscita il mese scorso per Neo Edizioni in una nuova veste deluxe, arricchita di ulteriori componimenti.

Il libro fu pubblicato originariamente da SEEd nel 2008. Ma chi è la Signora dei calzini? Si tratta di un alter ego della stessa poetessa che iniziando a leggere in pubblico i propri componimenti, si è servita di questa ironica e particolare figura femminile: «Siccome avevo una paura tremendissima di fare questa cosa che mi accingevo a fare, decisi che avrei preso a prestito il personaggio di una poesia che avevo scritto, la Signora dei calzini: era stata lei a scrivere le poesie, sarebbe stata lei a leggerle, lei a esporsi, non di certo io. Così nacque il blog signoradeicalzini.it e iniziai a leggere le mie poesie in pubblico».

Alessandra Racca oggi è poetessa che fa della voce – attraverso le letture in pubblico – uno tra i principali strumenti del proprio lavoro e della propria arte. Fa parte del direttivo della Lega Italiana Poetry Slam, è conosciuta sul palco e sul web anche come Signora dei calzini e porta in viaggio i suoi reading leggendo in teatri, librerie, piazze e altri luoghi meno convenzionali; una volta ha letto poesie persino su una canoa.

«Penso al libro che avete fra le mani, come al mio cassetto dei calzini: ci sono calzini vecchi, sdruciti, che non butterei per nessuna ragione al mondo, altri nuovi, che ho scelto da poco, altri che, pur avendo i loro annetti, fanno ancora risplendere i colori. Ho scelto i calzini. Ne ho tenuti molti. Ho, talvolta, rammendato. Ho aggiunto calzini nuovi, che mi pareva stessero bene, insieme agli altri».

Le poesie di questo libro raccontano una storia e un viaggio in cui si ricerca la misura di quel che si è, tentando di mettere ordine tra i cassetti, celebrando lo slancio vitale, ora timido, ora sfacciato, talvolta maldestro, da sorriderci su.

Tra le pagine si ritrovano calzini a pois, a righe, con improbabili fantasie, che si possono anche immaginare come appesi allo stesso filo per tessere una trama intrisa di un forte impulso creativo, dove trova posto anche un pizzico di ironia:

Vengo a te come a mare aperto / superate le spiagge / e le grasse signore / e certe ciambelle/ Coccobello! // Vengo a te come a mare aperto / superata la sabbia / vacillante sui piedi / incerti bruciati non adatti. / Vengo a te senza ciabatte.