Tiziano Reversi, l’ultimo maestro cesellatore

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La cesellatura è un’arte antica, la praticavano con maestria già gli Egizi. Nel Rinascimento fiorì, toccando per certi versi il suo apogeo, in particolare con Benvenuto Cellini.

L’Italia è la Patria del cesello, la Penisola è piena di decorazioni ed oggetti preziosi lavorati a sbalzo e cesello, con pazienti, piccoli, colpi di martello: a Milano, ad esempio, nella cappella della Chiesa di San Nazaro, sono conservati ricchi ceselli risalenti al IV secolo.

E proprio a Milano, quest’arte – che per antonomasia dimostra come la ricerca della forma sia perseguibile solo attraverso la padronanza di una tecnica artigianale e tramandata, quasi sapienzialmente, attraverso il rigenerarsi di una tradizione da apprendere “a bottega” – nella caratteristica zona dei Navigli dove ha sede il suo negozio, conserva uno dei suoi ultimi eredi: Tiziano Reversi.

Ovviamente figlio d’arte, i suoi gioielli delineano un mondo fatto di lusso, bellezza e unicità. Sotto i colpi del suo martellino l’argento (e l’oro) prendono forma ed è l’essenza stessa del metallo ad essere plasmata dal suo lavoro, al punto da far dire al prof. Bellini che “Reversi si pone, in questo suo fare, all’inizio del mondo e alla fine di una civiltà, che egli non rifonda, ma invece vuole e sa rinnovare, per offrirla alle generazioni future”.