Salvatore Scialò, il “filosofo” che ha fotografato Squitieri e Morricone

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Pasquale Squitieri, Ph. Salvatore Scialo
Pasquale Squitieri, Ph. Salvatore Scialo

Tutto ha inizio durante una lezione di supplenza; il docente per intrattenere i ragazzi porta in classe una macchina fotografica e spiega loro come utilizzarla. La lezione è interessante per tutti, ma solo uno dei ragazzi vedrà la sua vita svoltare dopo quella giornata. Quel giovane studente era Salvatore Scialò, il quale rimase talmente rapito da come si potessero riprodurre cose, oggetti, volti all’infinito attraverso lo straordinario obiettivo di una macchina fotografica che da quel giorno iniziò a studiare e ad appassionarsi seriamente alla materia.

Studierà dapprima a Napoli, per poi spostarsi a Roma e in tanti altri luoghi, facendo numerosi incontri che avrebbero arricchito sempre più il suo bagaglio di fotografo. La carriera di Salvatore Scialò passa però, oltre che attraverso numerose esposizioni, incontri e anni di studio, attraverso l’insegnamento in un corso di fotografia alla Civica di Milano ed un’ esperienza segnante in Brasile, dove con i suoi scatti, rigorosamente in bianco e nero, realizza dei reportage raccontando la realtà del territorio carioca.

Il bianco e nero rappresenta – come spiega lo stesso fotografo – circa l’85% della sua produzione fotografica; il restante è caratterizzato dalla monocromia, ovvero dalla scelta di un singolo colore da utilizzare nell’immagine (Dentro la pelle).

Nei progetti di Scialò, uno su tutti Autoritratti, troviamo un utilizzo pieno della macchina fotografica, quasi “filosofico”, andando a creare attraverso un’approfondita indagine delle immagine elaborate e ricercate , il tutto senza ricorrere alla post produzione. Il soggetto degli Autoritratti è sempre lo stesso Scialò che, lavorando in macchina sceglie di esporre più immagini sullo stesso fotogramma, caratterizzando il soggetto (se stesso) attraverso una particolare pigmentazione che favorisce il racconto dell’interiorità e il rimando al mito ricercati durante gli scatti.

A raccontare un’esteriorità invece, ci pensano i Ritratti, altro filone significativo attraverso il quale Scialò ha avuto la possibilità di confrontarsi con personaggi del calibro di Emanuele Severino, Pasquale Squitieri, Ennio Morricone, passando per tanti altri grandi artisti, filosofi ed intellettuali che hanno segnato e continuano a segnare il nostro tempo.